Nel settembre del 2018 è uscito in Italia I feel free, una raccolta di saggi scritti da Zadie Smith tra il 2010 e il 2017. La scrittrice inglese, nata a Londra il 25 ottobre 1975 in un quartiere multietnico, si è cimentata in argomenti più disparati, passando con grande eleganza da Jay-Z alla Brexit, dai giardini di Roma (città in cui ha vissuto per qualche tempo) all’identità femminile.

Scrittrice, insegnante di scrittura creativa alla New York University e anche sceneggiatrice, insieme al marito Nick Laird, di una serie tv tratta dal suo romanzo Swing time, la Smith ha le idee molto chiare su se stessa. Intervistata qualche tempo fa da Donna Moderna, aveva parlato proprio di come molte donne si relazionino con se stesse e soprattutto con il partner, tentando di nascondere la loro parte più vera.

Non mi interessa raccontare storie sdolcinate e romantiche, perché le considero artificiali. Qualcosa che spesso ha a che fare con la ‘performance’. Pensa alle ragazze tipo Kim Kardashian che devono essere tutto il tempo al massimo, e si svegliano prima del partner per truccarsi. Conosco giovani che non usano nemmeno il bagno del proprio ragazzo per paura di fare brutta figura. Io invece preferisco i rapporti intimi più onesti. È deprimente portare la propria immagine pubblica dentro il mondo privato. A casa credo che uno abbia il diritto di essere un po’ sciatto.

Ora che è madre di tre figli, ha confessato di aver dovuto riorganizzare tutto, soprattutto il tempo dedicato al lavoro.

Sì, ma non mi ricordo com’era prima. Ah sì, viaggiavo di più e mi svegliavo alle 11. Ora la sveglia è alle 6 e poi comincia la pazza corsa per prepararsi per andare a scuola. In pratica posso scrivere dalle 9 alle 15. Certo, ho ridotto il tempo per le ricerche, però ho trovato uno stratagemma: porto i bambini con me a visitare le gallerie e vedere i quadri. Sarà per questo che ultimamente mi occupo tanto di arte.

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Proprio il suo rapporto con i figli era stato oggetto di un lungo articolo del Times, che citava alcune sue affermazioni su come avesse cercato di educare sua figlia di sette anni a non perdere troppo tempo davanti allo specchio per vestirsi e sistemarsi. Definiva “pazze” le donne ossessionate dal make-up e dalla loro immagine, spiegando di aver dato un tempo massimo di quindici minuti per la preparazione della figlia.

“Gliel’ho spiegato così”, aveva detto Zadie Smith da palco dell’Edinburgh Book Festival.

Stai perdendo il tuo tempo, tuo fratello non si preoccupa nemmeno di queste cose. Ogni giorno della sua vita si metterà una maglietta, uscirà e non gli interesserà affatto perdere un’ora e mezza per truccarsi.

Certo, una donna bella come la Smith probabilmente non sente il bisogno di contouring e trucco che potrebbero invece avere altre donne, e in molti lo hanno fatto notare a Zadie dopo la sua dichiarazione, ma l’ossessione delle donne per la “maschera” è vera e tangibile. Basta aprire Instagram e dare un’occhiata alla maggior parte dei profili femminili: siamo libere di fare quello che vogliamo, ma siamo certe che ne valga la pena?

Di seguito alcuni dei suoi libri imperdibili.

1. Questa strana e incontenibile stagione

Questa strana e incontenibile stagione

Questa strana e incontenibile stagione

Zadie Smith riflette, a voce alta, su sei temi dell'attualità in pieno periodo di pandemia e delle lotte antirazziste, in altrettanti saggi che vanno a comporre un vero e proprio diario delle emozioni.
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Questa strana e incontenibile stagione

2. Zadie Smith, "Feel free"

 

Feel free. Idee, visioni, ricordi

Feel free. Idee, visioni, ricordi

In Feel free, Zadie Smith ha raccolto ventisei articoli e saggi scritti fra il 2010 e il 2017, che spaziano fra l’analisi politica e la critica culturale
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In Feel free, Zadie Smith ha raccolto ventisei articoli e saggi scritti fra il 2010 e il 2017, che spaziano fra l’analisi politica e la critica culturale. Ad esempio, da un video di David Bowie ha ricavato un consiglio di scrittura, da un quadro del Settecento un ragionamento sull’identità femminile.

3. Zadie Smith, "Swing time"

 

Swing time

Swing time

Zadie Smith racconta l’amicizia assoluta e inquieta tra due ragazzi adolescenti, il mondo dei sobborghi multiculturali, l’attrazione perturbante per coloro che sono animati da un talento e nascondono un segreto.
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In Swing time, Zadie Smith racconta l’amicizia assoluta e inquieta tra due ragazzi adolescenti, il mondo dei sobborghi multiculturali, l’attrazione perturbante per coloro che sono animati da un talento e nascondono un segreto.

4. Zadie Smith, "Denti bianchi"

 

Denti bianchi

Denti bianchi

Protagonisti di Denti bianchi sono due grandi amici, l’inglese Archie e il bengalese Samad. In una Londra dove l’estremismo è all’ordine del giorno, i due danno vita a una strana quanto improbabile coppia
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Protagonisti di Denti bianchi sono due grandi amici, l’inglese Archie e il bengalese Samad. In una Londra dove l’estremismo è all’ordine del giorno, i due danno vita a una strana quanto improbabile coppia. Attraversando gli ottimismi, le follie e le vanità della fine del secolo, trasportandoci da un ristorante indiano a un parrucchiere giamaicano, Zadie Smith ci offre un romanzo epico-comico sullo scontro delle culture e delle generazioni, sull’eterna lotta fra desiderio di libertà e bisogno di appartenenza.

5. Zadie Smith, "NW"

 

NW

NW

Zadie Smith parla di una zona di Londra che ben conosce, dando vita a un intenso, ironico intreccio di voci, mentre scava nei rapporti familiari, nelle differenze di classe, nel valore dell’amicizia e dell’amore.
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Con intelligenza ed eleganza, in NW  Zadie Smith parla di una zona di Londra che ben conosce, dando vita a un intenso, ironico intreccio di voci, mentre scava nei rapporti familiari, nelle differenze di classe, nel valore dell’amicizia e dell’amore. Come e meglio del suo romanzo d’esordio, NW è un grande romanzo di epica metropolitana, il ritratto vitale e volubile della nostra contemporaneità.

6. Zadie Smith, "Della bellezza"

 

Della bellezza

Della bellezza

Della bellezza racconta la storia di Howard Belsey, docente di storia dell’arte, che vive la sradicata esistenza di un britannico costretto ad abitare per ragioni professionali negli Stati Uniti, che si trova di fronte a una difficile valutazione della propria esistenza.
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Della bellezza racconta la storia di Howard Belsey, docente di storia dell’arte, che vive la sradicata esistenza di un britannico costretto ad abitare per ragioni professionali negli Stati Uniti. Da trent’anni è sposato senza trasporto con Kiki, da cui ha avuto tre figli ma, in contrasto con lo scomposto e generazionale entusiasmo dei propri ragazzi, Howard si trova di fronte a una difficile valutazione della propria esistenza. Quando le vicende della vita porteranno lo studioso rivale Monty Kipps e la sua famiglia a trasferirsi anch’essi dall’Inghilterra agli Stati Uniti, deflagrerà un conflitto in cui si mescoleranno in modo irresistibile dati identitari, ideologici e squisitamente umani: amore, tradimento, malattia.

7. Zadie Smith, "Perché scrivere"

 

Perché scrivere

Perché scrivere

Nell’epoca di internet, della frammentazione delle informazioni, che ruolo può ancora avere lo scrittore? In cosa consiste la sua rilevanza? Scrivere può ancora essere un gesto politico? Quanta importanza ha la tecnica? Cosa serve per scrivere bene? In Perché scrivere?, Zadie Smith affronta queste domande in maniera intelligente e diretta,
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Nell’epoca di internet, della frammentazione delle informazioni, della spettacolarizzazione della cultura, della frenetica corsa al consumo e al successo individuale, che ruolo può ancora avere lo scrittore? In cosa consiste la sua rilevanza? Scrivere può ancora essere un gesto politico? Quanta importanza ha la tecnica? Cosa serve per scrivere bene? Da cosa si misura il valore di un libro, e del suo autore? Che significa scrivere onestamente? In Perché scrivere?, Zadie Smith affronta queste domande in maniera intelligente e diretta, partendo proprio dalla sua esperienza di autrice e dalla sua acutezza di critico culturale: ne escono pagine che sono al tempo stesso un vademecum per gli aspiranti scrittori, una brillante provocazione verso gli intellettuali, e uno spunto di riflessione affascinante per chiunque ami la letteratura.

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