logo
Galleria: “Quando l’uomo entra nella donna”: la poesia carnale di Anne Sexton

“Quando l’uomo entra nella donna”: la poesia carnale di Anne Sexton

"Quando l'uomo entra nella donna": la poesia carnale di Anne Sexton
Foto 1 di 8
x
Questo contenuto fa parte della rubrica “Storie di Donne”

Anne Sexton è stata un creatura strana della cultura americana degli Anni Sessanta e Settanta. Sbocciata in un periodo in cui la poesia cercava un impatto sociale e immediato, attraverso letture pubbliche, aveva tutte le caratteristiche giuste per stregare chi andava ad ascoltarla. Vestita con abiti lunghi, prima di salire sul palco si toglieva le scarpe e si accendeva una sigaretta. Poi iniziava a leggere le sue poesie con una voce profonda e seducente, svelando il suo piccolo mondo incrinato.

Parlava di aborto, di salute mentale, di adulterio e di sesso, dando vita a un immaginario intimo e potente, come nel caso della descrizione dell’orgasmo nella poesia Quando un uomo entra nella donna, contenuta nella raccolta L’estrosa abbondanza, edita da Crocetti, che recentemente ha pubblicato anche La zavorra dell’eterno.

Quando l’uomo
entra nella donna
come l’onda scava la riva,
ripetutamente,
e la donna, godendo, apre la bocca
e i denti le luccicano
come un alfabeto,
il Logos appare mungendo una stella,
e l’uomo
dentro la donna
stringe un nodo
perché mai più loro due
si separino
e la donna si fa fiore
che inghiotte il suo gambo
e il Logos appare
e sguinzaglia i loro fiumi.

Quest’uomo e questa donna
con la loro duplice fame
hanno cercato di spingersi oltre
la cortina di Dio, e ci sono
riusciti per un momento,
anche se poi Dio
nella sua perversione
scioglie il nodo.

Quando tornava a casa, però, era tutta un’altra storia. Se di fronte al pubblico era la miglior interprete possibile delle sue poesie, sofisticata e affascinante, nel privato Anne Sexton combatteva con istinti suicidi, ricoveri in ospedali psichiatrici e una lunga storia di dipendenza dagli psicofarmaci.

Più volte, durante la sua vita, disse che era la poesia a tenerla in vita. Il suo Dio, come le aveva spiegato un prete cattolico, era nella macchina da scrivere. Comporre poesie le concedeva un po’ di tempo in più per analizzare se stessa e comprendere l’origine dei suoi problemi, ma alla fine non bastò più nemmeno quello. Dopo diversi tentativi falliti, riuscì a togliersi la vita: aveva solo quarantacinque anni.

Antonia Pozzi, la poetessa che si suicidò a 26 anni "per troppa vita che ho nel sangue"

Antonia Pozzi, la poetessa che si suicidò a 26 anni "per troppa vita che ho nel sangue"

Sfogliate la gallery per continuare a leggere la storia di Anne Sexton…