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"Perché non vieni?", l'amore di Marguerite Yourcenar per Grace che se ne fregò dei bigotti

La storia di Marguerite Yourcenar, prima donna a sedere tra i grandi dell'Accademia francese, che visse la sua sessualità senza badare ai "benpensanti"
Questo contenuto fa parte della rubrica “Storie di Donne”

Febbraio 1937: nella hall dell’hotel Wagram di Londra, dove Marguerite Yourcenar si trovava per incontrare Virginia Woolf, appare un’affascinante giovane donna americana, sua coetanea. Si chiama Grace Frick e insegna letteratura americana all’università. Tra lei e la scrittrice francese è subito colpo di fulmine: come racconta un articolo del Manifesto, iniziò così un grande amore, durato quaranta lunghissimi anni. Una storia senza alcuna ombra di infedeltà, che permise all’autrice di Memorie di Adriano di crescere non solo dal punto di vista personale e sentimentale, ma anche letterario.

Nata l’8 giugno del 1903 a Bruxelles da una famiglia franco-belga, Marguerite Cleenewerck de Crayencour (questo il vero nome della scrittrice) rimase orfana di madre a dieci giorni di vita, per colpa di una febbre puerperale. Nel completo disinteresse del padre, stregato dall’alcol, dalle donne e dal gioco d’azzardo, la piccola venne affidata a una balia, tranne durante i viaggi.

Intelligente e acuta, manifestò fin da subito il suo interesse per i classici, leggendo a otto anni le opere di Racine e Aristofane e imparando latino e greco ancor prima di compierne dodici. Dopo la maturità in latino e greco, nel 1919, passò un anno a Londra e iniziò a scrivere. Il debutto, con il nom de plum e anagramma del suo cognome Marguerite Yourcenar, avvenne nel 1921 con una raccolta di poesie.

Come racconta la sua biografa Josyane Savigneau, autrice della biografia L’invenzione di una vita, Marguerite indagò le dinamiche dell’erotismo sin da giovanissima. Spinta dal “nomadismo del cuore e dello spirito”, nei suoi mesi a Londra aveva già subito la fascinazione per il suo stesso sesso, facendo le sue prime esperienze sessuali con una ragazza ospitata dal padre.

Quella notte, dirà poi, mentre era sdraiata nello stesso letto di Yolande, provò un istinto che avrebbe poi soddisfatto davvero solo più avanti. Prima, però, perse la testa per l’editore André Fraigneau, che giocò un ruolo chiave nella sua carriera, senza però ricambiare l’interesse amoroso. Ecco un altro tratto distintivo di Marguerite Yourcenar: il desiderio di conquistare l’amore impossibile di uomini che amavano solo uomini, come André.

Con Grace, conosciuta quando entrambe erano trentenni, fu diverso. C’era una complicità che andava oltre il desiderio di conquista e di sfida. Ecco perché, fidandosi ciecamente della compagna, Yourcenar decise di seguirla negli Stati Uniti. “Perché non vieni?, le propose la compagna in una lettera, comunicandole di aver accettato un posto all’università di New York. “Se fossi rimasta in Europa”, scrisse poi Marguerite in una delle sue tante lettere, “avrei finito con l’aderire sempre di più agli aspetti formali della letteratura, perché l’ambiente in cui vivevo era estremamente letterario, e sarei rimasta più legata al passato, perché i luoghi stessi erano tutti legati alla leggenda antica”.

Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, la permanenza di Grace e Marguerite in America si prolungò ben oltre i pochi mesi inizialmente ipotizzato. Diventarono dodici anni di sacrifici, pochi soldi e continui spostamenti, prima a New York e poi a Hartford, nel Connecticut. L’acquisto di una casetta sull’isola di Mount Desert, nel Maine, rappresentò la svolta: la chiamarono Petite Plaisance. Per la scrittrice francese si trattò del momento più nero della sua vita, che culminò però nella pubblicazione di Mémoires d’Hadrien, che finalmente le regalò fama e riconoscimenti.

Dopo il ritorno in Francia, nel 1951, la vita cambiò per entrambe. La coppia viaggiò per il mondo, ma dovette fermarsi negli Anni Settanta in seguito alla malattia di Grace, un tumore al seno che nel 1979 la condusse alla morte. Il loro ultimo viaggio insieme fu in Alaska, nel 1977, dopo quasi vent’anni passati a lottare contro il tempo e il dolore. Nel 1980 Marguerite Yourcenar divenne la prima donna ad entrare a far parte della Académie française, non senza alzare qualche sopracciglio. Morì sette anni dopo a Mount Desert, dove aveva scelto di vivere con Grace.

1. Marguerite Yourcenar, "Memorie di Adriano"

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In Memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar lascia che sia il grande imperatore romano a riflettere sulla sua vita privata e politica. Adriano non ignora che Roma finirà un giorno per tramontare; e tuttavia il suo senso dell’umano, eredità che gli proviene dai Greci, lo sprona a pensare e servire sino alla fine.

2. Marguerite Yourcenar, "L'opera al nero"

L’opera al nero è la storia di un personaggio immaginario, Zenone, medico, alchimista, filosofo, dalla nascita illegittima a Bruges nei primi anni del Cinquecento, fino alla catastrofe che ne conclude l’esistenza. Il racconto lo segue nei viaggi attraverso l’Europa e il Levante, lo vede all’opera nell’esercizio della medicina, sia al capezzale degli appestati sia presso i sovrani, intento a ricerche in anticipo sulla scienza ufficiale del tempo.

3. Marguerite Yourcenar, "Alexis"

Alexis racconta la storia di un giovane che cerca di uscire dalla situazione falsa che mette in scacco il suo matrimonio. Al momento di abbandonare la moglie, egli le scrive le ragioni del suo distacco, chiamandola a testimone della lotta vana che ha condotto contro la propria inclinazione omosessuale.

4. Marguerite Yourcenar, "Come l'acqua che scorre"

Come l’acqua che scorre raccoglie tre racconti d’amore e di passione ambientati nel Seicento tra l’Italia e le Fiandre. Anna, soror…, mette in scena la storia conturbante di un amore tra fratello e sorella nella Napoli della Controriforma. Un uomo oscuro, ambientato nei Paesi Bassi, ci fa seguire le avventurose peregrinazioni di un ragazzo tra Vecchio e Nuovo Mondo e il suo amore per la prostituta Saraí. L’ultimo racconto, Una bella mattina, riprende i temi e i personaggi del secondo racconto.

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