Da anni viene indicato come uno dei possibili scrittori da Nobel, ma l’ambito riconoscimento non è ancora arrivato. Haruki Murakami, o Murakami Haruki per dirlo alla giapponese, si accontenta di essere uno degli autori più amati al mondo e di aver ricevuto altri grandi premi, come il Premio Franz Kafka e il Jerusalem Prize.

In una recente intervista rilasciata a Einaudi, la casa editrice che pubblica da anni i suoi libri, ha parlato del suo rapporto con la creatività.

Il lavoro di uno scrittore, di un artista, consiste nel cercare il modo di accedere alla sfera del proprio subconscio. Nel capire fino a quale profondità si riesce ad arrivare. Però non si tratta solo di avervi accesso, naturalmente, bisogna anche riportare in superficie ciò che si è trovato e renderlo in una forma adeguata. Una forma che, una volta compiuta, non dev’essere solo autocompiacimento, ma qualcosa che si condivide in modo forte e profondo con chi la riceve (il lettore). Per lo meno, è con quest’idea in testa che io scrivo.

Banana Yoshimoto: "Se non avessi visto quel film avrei finito per uccidermi"

Nato a Kyoto il 12 gennaio 1949, subito dopo la Seconda guerra mondiale, Haruki Murakami è figlio unico di due insegnanti di letteratura giapponese e fin da piccolo si appassiona ai libri. Inizia però a scrivere relativamente tardi, a 29 anni, dopo aver lavorato in un negozio di dischi, in televisione e aver gestito un bar con la moglie, il Peter Cat, dove si ascoltava jazz circondati da fotografie di gatti.

Questi elementi entreranno poi in molti dei romanzi dello scrittore giapponese: diversamente dai suoi personaggi, sempre tormentati sentimentalmente, lui è però sposato da una vita con la donna conosciuta ai tempi dell’università.

Gatti e jazz, dunque, ma anche un’atmosfera surreale sono alcuni dei leitmotiv dei libri di Murakami. Il debutto come scrittore arriva nel 1979, con Ascolta la canzone del vento a cui seguono Il flipper del 1973 e Nel segno della pecora: tutti e tre vengono apprezzati da pubblico e critica. Tanti sono gli scrittori che lo influenzano e che riecheggiano nei suoi romanzi, da Francis Scott Fitzgerald a Raymond Carver, per citare solo alcuni dei tanti.

Sono stato influenzato da tanti eccellenti scrittori, ho imparato molto da loro e ne ho tratto ispirazione. Scrivere è un gesto individuale, e al tempo stesso è la trasmissione di qualcosa legato al passato, qualcosa che poi si sviluppa e si proietta nel futuro.

Norwegian Wood. Tokyo Blues

Il libro che lo fa conoscere al resto del mondo, che diventa un caso editoriale, è però Tokyo blues. Norwegian wood, uscito nel 1987. Seguirà una lunga lista di romanzi, raccolte di racconti e saggi. “Ogni opera ha la sua qualità, che prescinde dalla lunghezza”, spiega Haruki Murakami, motivando la sua decisione di non voler essere fedele solo a un tipo di letteratura. “Quanto a me, mi ritengo fortunato di poter usare contenitori diversi a seconda dei casi. Perché i miei pensieri hanno molte sfumature e molte forme, così come la mia persona ha molti aspetti”.

Riguardo alla trama dei miei romanzi, credo che la maggior parte siano di questo tipo, che il loro tema dominante sia questo lavoro per accedere al subconscio. Più che perseguirla consapevolmente, però, mi capita di imboccare questa corrente mentre seguo il filo del racconto. È una cosa del tutto spontanea. E mi sembra che più il romanzo diventa lungo, più questa cosa venga fuori. Un romanzo lungo − da quando lo inizio a quando lo finisco − deve permettermi di avvertire un cambiamento interiore. Per questo ho bisogno di scendere profondamente dentro me stesso: un processo che dovrebbe poi riflettersi sul protagonista della storia.

1. Haruki Murakami, "Norwegian wood. Tokyo blues"

Norwegian wood. Tokyo blues è il libro più intimo, introspettivo di Murakami, un grande romanzo sull’adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli “altri” per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel costi. Come il giovane Holden, Toru è continuamente assalito dal dubbio di aver sbagliato o poter sbagliare nelle sue scelte di vita e di amore, ma è anche guidato da un ostinato e personale senso della morale e da un’istintiva avversione per tutto ciò che sa di finto e costruito. Diviso tra due ragazze, Naoko e Midori, che lo attirano entrambe con forza irresistibile, Toru non può fare altro che decidere. O aspettare che la vita (e la morte) decidano per lui.

2. Haruki Murakami, "Kafka sulla spiaggia"

In Kafka sulla spiaggia, un ragazzo di quindici anni e un vecchio con l’ingenuità e il candore di un bambino, si allontanano dallo stesso quartiere di Tokyo diretti allo stesso luogo, Takamatsu, nel Sud del Giappone. Il ragazzo, che ha scelto come pseudonimo Kafka, è in fuga dal padre, mentre il vecchio, Nakata, fugge invece dalla scena di un delitto sconvolgente nel quale è stato coinvolto contro la sua volontà. Seguendo percorsi paralleli, che non tarderanno a sovrapporsi, il vecchio e il ragazzo avanzano nella nebbia dell’incomprensibile schivando numerosi ostacoli, ognuno proteso verso un obiettivo che ignora ma che rappresenterà il compimento del proprio destino.

3. Haruki Murakami, "Dance Dance Dance"

Il protagonista di Dance Dance Dance è un giornalista free lance costretto dalle circostanze a improvvisarsi detective, tra cadaveri veri e presunti attraverso una Tokyo iperrealistica e notturna, una Sapporo resa ovattata da una nevicata perenne e la tranquillità illusoria dell’antica cittadina di Hakone. Una giovane ragazza dotata di poteri paranormali, lo accompagna nella sua ricerca. Esiste un collegamento fra tutte queste cose, un senso anche per chi ha perso l’orientamento. L’unico modo per trovarlo è non avere troppa paura, e un passo dopo l’altro continuare a danzare.

4. Haruki Murakami, "L'arte di correre"

L’arte di correre è una riflessione sulle motivazioni che ancora oggi spingono l’ormai sessantenne Murakami a sottoporsi a questa intensa attività fisica che assume il valore di una vera e propria strategia di sopravvivenza. Perché scrivere, sostiene Murakami, è un’attività pericolosa, una perenne lotta con i lati oscuri del proprio essere ed è indispensabile eliminare le tossine che, nell’atto creativo, si determinano nell’animo di uno scrittore.

5. Haruki Murakami, "I salici ciechi e la donna addormentata"

Scritti e pubblicati in Giappone nell’arco di oltre un ventennio, i racconti della raccolta I salici ciechi e la donna addormentata ci offrono, nell’estrema varietà di ispirazione, lunghezza e stile, un suggestivo affresco di tutto il meraviglioso mondo narrativo di Murakami. Alternando episodi autobiografici a momenti surreali e di comicità al limite dell’assurdo, Murakami accompagna il lettore nel suo mondo fatto di memoria e misura, di fantasmi, di amici lontani, di ragazze evanescenti e di piccoli fatti in grado di sconvolgere una vita intera.

6. Haruki Murakami, "La ragazza dello sputnik"

Sumire, la protagonista de La ragazza dello sputnik, è una ragazza impulsiva, disordinata, generosa, con il mito di Kerouac e della scrittura. Myu è una donna matura, sposata, molto ricca e molto bella. Sumire ama Myu come non ha mai amato nessun ragazzo. E Myu parrebbe provare lo stesso sentimento, ma uno schermo invisibile sembra separarla dal sesso, e forse dal mondo. Riusciranno a incontrarsi o si perderanno senza lasciare traccia come lo Sputnik, condannato a vagare nello spazio per sempre? A raccontarci la storia è un giovane senza nome, prima studente, poi maestro elementare, innamorato di Sumire innamorata di Myu. E cosí i destini dei nostri tre protagonisti s’inseguono ma non si congiungono mai, simili a satelliti alla deriva per l’eternità.

7. Haruki Murakami, "L'assassinio del commendatore"

Come un mago al culmine del suo potere incantatorio, in L’assassinio del commendatore Murakami Haruki dà vita a un intero universo popolato di personaggi, storie e enigmi che hanno la potenza indimenticabile dei sogni più vividi. Ma non è solo il gusto per il racconto a muoverlo: una volta giunto al termine di questo viaggio visionario, il lettore si scopre trasformato come i personaggi di cui ha letto le avventure, esposto, quasi senza averne avuto consapevolezza, al cuore pulsante della grande letteratura.

8. Haruki Murakami, "L'uccello che girava le viti del mondo"

In un sobborgo di Tokyo il giovane Okada Toru ha appena lasciato volontariamente il suo lavoro e si dedica alle faccende di casa. Due episodi apparentemente insignificanti riescono tuttavia a rovesciare la sua vita tranquilla: la scomparsa del suo gatto e la telefonata anonima di una donna dalla voce sensuale. Toru si accorgerà presto che oltre al gatto, a cui la moglie Kumiko è molto affezionata, dovrà cercare Kumiko stessa. L’uccello che girava le viti del mondo è un romanzo che illumina quelle zone d’ombra in cui ognuno nasconde segreti e fragilità.

9. Haruki Murakami, "Il mestiere dello scrittore"

Come si impara a scrivere? Esistono dei veri e propri esercizi per l’aspirante romanziere? Cosa determina l’originalità di un libro? La scuola prepara davvero alla vita o serve solo a rendere i ragazzi conformisti? Qual è l’importanza della forma fisica per un romanziere? E soprattutto: per chi si scrive? In Il mestiere dello scrittore, Murakami Haruki compie un gesto straordinario e inaspettato: fa entrare i suoi lettori nell’intimità del suo laboratorio creativo, li fa accomodare al tavolo di lavoro e dispiega i segreti della sua scrittura.

10. Haruki Murakami, "Ranocchio salva Tokyo"

Quando Katagiri rientrò nel suo appartamento, ad attenderlo c’era un ranocchio gigante. Eretto sulle zampe posteriori, superava i due metri. E aveva anche un fisico massiccio. Katagiri, alto appena uno e sessanta e mingherlino, si sentì sopraffatto dal suo aspetto imponente. Da qui parte Ranocchio salva Tokyo, un romanzo illustrato perfetto per i ragazzi.

11. Haruki Murakami, "1Q84"

1Q84 è ambientato a Tokyo, nel 1984. Aomame è bloccata in un taxi nel traffico. L’autista le suggerisce, come unica soluzione per non mancare all’appuntamento che l’aspetta, di uscire dalla tangenziale utilizzando una scala di emergenza, nascosta e poco frequentata. Negli stessi giorni Tengo, un giovane aspirante scrittore dotato di buona tecnica ma povero d’ispirazione, riceve uno strano incarico: un editor senza scrupoli gli chiede di riscrivere il romanzo di un’enigmatica diciassettenne così da candidarlo a un premio letterario. Ma “La crisalide d’aria” è un romanzo fantastico tanto ricco di immaginazione quanto sottilmente inquietante: la descrizione della realtà parallela alla nostra e di piccole creature che si nascondono nel corpo umano come parassiti turbano profondamente Tengo. L’incontro con l’autrice non farà che aumentare la sua vertigine: chi è veramente Fukada Eriko?

12. Haruki Murakami, "Uomini senza donne"

Una mattina Gregor Samsa si sveglia in un letto e scopre con orrore di essersi trasformato in un essere umano. Non ricorda nulla della sua vita precedente. Che fine ha fatto lo spesso carapace che lo proteggeva? In Uomini senza donne, Murakami Haruki regala ai suoi lettori una nuova raccolta di racconti, sette distillati della sua arte e dei suoi temi: il fantastico che irrompe nel quotidiano, la nostalgia per ciò che non è stato, ma soprattutto la ricerca della felicità tra uomini e donne.

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