Frasi contro la violenza sulle donne per ispirare e ispirarsi

Tra le frasi contro la violenza sulle donne non si può tralasciare una poesia di Alda Merini, che ricorda come il gaslighting dell'uomo abbia portato in manicomio tante donne, che successivamente hanno subito abusi sessuali.

La violenza sulle donne è un fenomeno che da tempo immemore accompagna la storia degli esseri umani. Per esempio, nell’Otello di William Shakespeare, è presente una trama di femminicidio: Otello uccide Desdemona per motivi di possesso, per il suo genere. La problematica è ben nota già dalla Controriforma, da quando la caccia alle streghe ha ucciso tantissime donne in tutto il mondo. Oggigiorno si lavora moltissimo sulla sensibilizzazione, e come anche i messaggi dal passato, magari scritti da autori e autrici famose, possano aiutare a comprendere meglio e a prevenire. Qui di seguito trovi tante frasi contro la violenza sulle donne, che possono diventare un faro nel buio da leggere quando più se ne sente il bisogno.

Frasi brevi contro la violenza sulle donne

La violenza sulle donne è una ferita profonda che attraversa le nostre società: richiede una ferma condanna, ma anche un impegno costante nel cambiare la cultura che la alimenta. Qui sotto sono raccolte alcune frasi brevi e incisive, pensate per squarciare il silenzio, far riflettere e ribadire con forza che ogni forma di abuso è inaccettabile. Queste parole sono piccoli frammenti di consapevolezza, utili per sensibilizzare, per sostenere chi sta soffrendo e per ricordare, a chiunque le legga, che il rispetto e la libertà delle donne sono diritti inviolabili e inalienabili.

  1. “La nostra società è di sesso maschile, e fino a quando in essa non entrerà la donna non sarà umana” Henrik Ibsen
    Il drammaturgo norvegese fa riferimento al fatto che le posizioni di potere del suo tempo fossero occupate dagli uomini: Ibsen, profetizzando l’avvento delle donne, riconosce loro una maggiore umanità, non solo in senso assoluto, ma come commistione tra i due generi, alternanza, differenze che si compenetrano.
  2. Ogni volta che una donna lotta per se stessa, lotta per tutte le donne”Maya Angelou
    Per la scrittrice statunitense non c’è la lotta di una donna che sia aliena dalla lotta di tutte le altre: solo l’unione può fare la forza, perché le istanze di abbattere la discriminazione di un intero genere appartiene di fatto a tutte.
  3. “Le donne che non hanno paura degli uomini, li spaventano” Simone de Beauvoir. La filosofa francese fa riferimento all’atavica paura che chi detiene il potere – gli uomini, in massima parte nella sua epoca, caratterizzata da grandi rivolte femministe – possa perderlo. Il femminino è rimasto troppo tempo subalterno per la capacità degli uomini di spaventare, di lasciare intatto uno status quo, ma chi è riuscita a rialzarsi, ha fatto paura con la potenza delle proprie idee di empowerment.
  4. “Mamma, non piangere le mie ceneri. Se domani tocca a me, mamma Se domani non torno, distruggi tutto. Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima”Cristina Torres Caceres.
    È una bellissima e commovente poesia utilizzata da Elena, sorella di Giulia Cecchettin, all’indomani del suo femminicidio. Parla del senso di rivolta che dovrebbe nascere in noi a ogni femminicidio, un senso di rivolta che dovrebbe innescare il bisogno di mettere fine alla piaga dei femminicidi.
  5. “La donna sarà anch’essa poeta quando cesserà la sua schiavitù senza fine” Arthur Rimbaud.
    Il poeta francese fa anch’egli riferimento alla posizione subalterna della donna nella società nel XIX secolo: fino ad allora le poetesse c’erano state, ma in numero molto inferiore ai poeti. Secondo Rimbaud sarebbe arrivato un giorno in cui anche le donne avrebbero ricevuto il giusto riconoscimento per il loro genio creativo.

Frasi contro la violenza sulle donne per bambini

Come spiegare ai bambini e alle bambine la violenza sulle donne? Purtroppo alcuni e alcune tra loro si ritrovano a viverla quotidianamente, con un papà che fa del male alla mamma, fisicamente, psicologicamente o economicamente. Per questo è importante educare attraverso messaggi semplici ma diretti:

  1. “Le mani si usano per accarezzare, aiutare e stringere, mai per fare del male”
    Significa che picchiare non è mai un mezzo per la comunicazione in qualunque tipo di relazione umana.
  2. “Non esistono cose da maschi e cose da femmine: tutti possono fare tutto e tutti meritano di essere ascoltati”
    In altre parole, non esistono ruoli di genere indicati da un colore o dall’altro, esistono solo uguali diritti.
  3. “Un bambino forte e una bambina forte sono uguali: nessuno vale più dell’altro, siamo una squadra”
    Quando si gioca insieme a uno sport, se due nella squadra hanno talento, lo hanno indipendentemente dal loro genere.
  4. “Rispettare una persona significa ascoltare le sue idee e non costringerla mai a fare qualcosa che non vuole”
    È il modo più semplice per far capire già in tenerissima età che no vuol dire no.

Frasi contro la violenza sulle donne in inglese

  1. “When a man gives his opinion, he’s a man. When a woman gives her opinion, she’s a bitch” – Bette Davis
    Ovvero: quando un uomo esprime la sua opinione è un uomo. Quando lo fa una donna è una str*nza. La citazione dell’immortale attrice si riferisce al doppio standard sociale per cui i pensieri e le azioni degli uomini vengono quasi sempre valutati in sé, mentre quelli delle donne finiscono per essere deformati.
  2. “Boys are meant to ruin your lipstick, not your mascara” – Marilyn Monroe
    Ovvero: gli uomini ti dovrebbero rovinare il rossetto, non il mascara. È una frase che parla attraverso metafora della violenza psicologica: dalla biografia di Monroe (e dal romanzo su di lei scritto da Joyce Carol Oates) si sa che ha molto sofferto a causa degli uomini, uomini che avrebbero solo dovuto amarla – dandole baci e rovinandole il rossetto – e invece spesso l’hanno fatta piangere – facendole colare il mascara.
  3. “I am no bird; and no net ensnares me; I am a free human being, with an independent will” – Charlotte Brontë
    Ovvero: non sono un uccello; e non c’è rete che possa intrappolarmi. La citazione fa riferimento al ruolo delle donne nel XIX secolo, spesso ritenute ornamentali come uccelli domestici, ma come loro ingabbiate non solo nel proprio ruolo, ma anche nei limiti di una libertà a 360 gradi.
  4. “Men are afraid that women will laugh at them. Women are afraid that men will kill them” – Margaret Atwood
    Ovvero: gli uomini hanno paura che le donne ridano di loro. Le donne hanno paura che gli uomini le uccidano. L’autrice de Il racconto dell’ancella parla di quanto sia fragile l’ego degli uomini violenti, e di come un futile motivo possa portare a un femminicidio.
  5. “People call me a feminist whenever I express statements that distinguish me from a doormat” – Rebecca West
    Ovvero: la gente mi dà della femminista ogni volta che esprimo opinioni che dimostrano che non sono uno zerbino. Per alcuni “femminista” è un insulto: la società è incline alla non espressione delle donne, che quando una donna si esprime, viene bollata ed etichettata con un termine che queste persone giudicano dispregiativo, ma che invece rappresenta una filosofia varia e complessa.

La poesia di Alda Merini contro la violenza sulle donne

Alda Merini ha scritto la poesia Canto delle donne.

Io canto le donne prevaricate dai bruti
la loro sana bellezza, la loro “non follia”
il canto di Giulia io canto riversa su un letto
la cantilena dei salmi, delle anime “mangiate”
il canto di Giulia aperto portava anime pesanti
la folgore di un codice umano disapprovato da Dio,
Canto quei pugni orrendi dati sui bianchi cristalli
il livido delle cosce, pugni in età adolescente
la pudicizia del grembo nudato per bramosia,
Canto la stalla ignuda entro cui è nato il “delitto”
la sfera di cristallo per una bocca “magata”.
Canto il seno di Bianca ormai reso vizzo dall’uomo
canto le sue gambe esigue divaricate sul letto
simile ad un corpo d’uomo era il suo corpo salino
ma gravido d’amore come in qualsiasi donna.
Canto Vita Bello che veniva aggredita dai bruti
buttata su un letticciolo, battuta con ferri pesanti
e tempeste d’insulti, io canto la sua non stagione
di donna vissuta all’ombra di questo grande sinistro
la sua patita misura, il caldo del suo grembo schiuso
canto la sua deflorazione su un letto di psichiatra,
canto il giovane imberbe che mi voleva salvare.
Canto i pungoli rostri di quegli spettrali infermieri
dove la mano dell’uomo fatta villosa e canina
sfiorava impunita le gote di delicate fanciulle
e le velate grazie toccate da mani villane.
Canto l’assurda violenza dell’ospedale del mare
dove la psichiatria giaceva in ceppi battuti
di tribunali di sogno, di tribunali sospetti.
Canto il sinistro ordine che ci imbrigliava la lingua
e un faro di marina che non conduceva al porto.
Canto il letto aderente che aveva lenzuola di garza
e il simbolo-dottore perennemente offeso
e il naso camuso e violento degli infermieri bastardi.
Canto la malagrazia del vento traverso una sbarra
canto la mia dimensione di donna strappata al suo unico amore
che impazzisce su un letto di verde fogliame di ortiche
canto la soluzione del tutto traverso un’unica strada
io canto il miserere di una straziante avventura
dove la mano scudiscio cercava gli inguini dolci.
Io canto l’impudicizia di quegli uomini rotti
alla lussuria del vento che violentava le donne.
Io canto i mille coltelli sul grembo di Vita Bello
calati da oscuri tendoni alla mercé di Caino
e canto il mio dolore d’esser fuggita al dolore
per la menzogna di vita
per via della poesia.

La poesia prende in considerazioni diversi tipi di violenza: quella fisica – sia le botte che lo stupro – quella psicologica, il gaslighting sociale che da sempre spinge a credere a una presunta follia della donna (e che in passato ha portato alla reclusione in manicomio per le ragioni più disparate, ma molte volte non si trattava di malattia mentale). Insulti, abusi sessuali, schiaffi: rappresentano tutte situazioni in cui molte donne si sono trovate loro malgrado. La poesia però si conclude con una speranza: anche Alda Merini ha vissuto sulla propria pelle il dolore di una reclusione in manicomio, ma è riuscita a fuggire attraverso la sua poesia.

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