Carpe diem: il suo significato è ancora (molto) attuale

Carpe diem non è solo un motto presente in una poesia di Orazio: è un modo di approcciare alla vita, cogliendo tutte le occasioni. Cosa sapere su questa espressione latina.

Qual è il significato dell’espressione latina “carpe diem”? Quando ci si accosta allo studio del latino, questa viene presentata come un’espressione lessicalizzata, una frase fatta come “cave canem” (attenti al cane), ma in realtà non è così, perché la frase è contenuta in una delle Odi di Quinto Orazio Flacco, poeta romano vissuto nel I secolo a.C.

Vissuto all’inizio dell’epoca imperiale, Orazio è uno dei poeti maggiori della letteratura latina: è infatti considerato insieme a Publio Virgilio Marone uno degli autori che giovò alla propaganda del primo imperatore Cesare Augusto. Tuttavia la sua opera è giunta fino a noi per la sua altissima valenza letteraria: Orazio scrisse infatti le Epodi, le Satire, le Odi, le Epistole e il Carme Secolare, questo appunto su richiesta di Augusto. Ma concentriamoci sul vero significato di carpe diem, e sulla spiegazione di questa espressione tanto nota quanto (in parte) fraintesa.

Cosa significa carpe diem

Per comprendere il significato di carpe diem dobbiamo innanzitutto analizzare dalle parole da cui è composta l’espressione. La frase è composta da due parole. “Carpe” è l’imperativo del verbo carpo, carpi, carpsi, carptum, carpĕre, e significa “cogliere, prendere, afferrare”. “Diem” è l’accusativo (e quindi il complemento oggetto) di dies, diei ovvero “giorno”.

Se dovessimo tradurre letteralmente, l’espressione suonerebbe come “afferra il giorno presente”, ma in senso figurato assomiglia più a “cogli l’attimo fuggente”.

Il testo delle Odi che contiene questa espressione è questo:

Dum loquimur fugerit invida
aetas: carpe diem, quam minimum credula postero.

Significa “mentre parliamo fugge invidiosa / l’età: afferra l’oggi, credendo meno che puoi nel domani”. In altre parole significa che il tempo è tiranno e corre veloce, per cui dobbiamo goderci quello che ci spetta oggi, il momento, nutrendo poca speranza in un domani che non è detto arrivi.

Qual è il vero significato del carpe diem (e perché non è un memento mori)

Nei secoli alcune persone hanno ravvisato nel carpe diem una sorta di memento mori, come se il vero senso dell’espressione fosse: divertiti oggi perché domani muori. Ovviamente Orazio non aveva scritto nulla del genere, la sua intenzione era quella di invitare a godersi la vita, perché ne abbiamo una ed è sì precaria, ma non dobbiamo neppure limitarci esistere con il costante senso della morte a mo’ di fiato sul collo.

Quello di Orazio non è però un semplice invito all’edonismo, ma una chiamata a vivere il presente con consapevolezza e serenità, afferrando quel treno che potrebbe passare una volta nella vita: amore, successo personale, traguardi. Un messaggio positivo insomma, non certamente un “ricordati che devi morire”.

Il carpe diem dopo Orazio e nella cultura pop

Dopo Orazio, sono stati tantissimi gli autori e le autrici che si sono cimentati con questi temi. Da Poliziano a Emily Dickinson, passando per serie tv come Grey’s Anatomy e Orange Is the New Black, il concetto è stato esplorato in lungo e in largo. Ma ci sono tre esempi, che per una ragione o per un altra hanno attirato molta attenzione.

Bacco, Arianna e Lorenzo il Magnifico

Lorenzo il Magnifico, come moltissime persone sanno, oltre a essere stato un politico rinascimentale, è stato uno scrittore. Viene ricordato soprattutto però per la sua Canzona di Bacco contenuta nei Canti carnascialeschi. Il componimento celebra il mito di Bacco, dio del vino e del sesso, e Arianna, la donna che ha salvato Teseo dal labirinto ma che Teseo ha abbandonato: il dio si innamora di Arianna, facendola diventare una stella eterna (le stelle non sono eterne ma all’epoca nessuno lo sapeva e quindi glielo perdoniamo). Comunque, Lorenzo de’ Medici, detto il Magnifico, rielabora il carpe diem oraziano nel ritornello della sua canzone, un distico che si attacca alla strofa precedente in rima alternata:

Chi vuole esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

L’attimo fuggente

Carpe diem diventa il motto di un gruppo di ragazzi in una scuola privata nel film di Peter Weir L’attimo fuggente. Nella pellicola, una classe di adolescenti incontra un nuovo rivoluzionario prof di letteratura, John Keating, interpretato dal talentuoso Robin Williams: Keating li introduce alla poesia, a Walt Whitman in particolare, e al carpe diem come stile di vita.

Kesha l’incompresa

Nel 2012, la popstar Kesha dà vita a un singolo dal titolo Die Young. Oltre a quelli che lo hanno apprezzato, la cantante è stata travolta da un’ondata di critiche, perché alcune persone hanno ravvisato nel brano un inno all’autolesionismo o all’edonismo senza regole (che in realtà sarebbero un ossimoro).

Tuttavia nel suo ritornello “Let’s make the most of the night like we’re gonna die young” (Sfruttiamo al massimo la notte come dovessimo morire giovani) è in realtà presente il carpe diem oraziano: più pop, più contemporaneo, più infarcito di borchie e pelle, ma è sempre lo stesso concetto.

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