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Le parole di Antonio Scurati, vincitore del Premio Strega 2019

Antonio Scurati non delude le attese: la sua monumentale opera su Benito Mussolini, M. Il figlio del secolo, vince la 73^ edizione del Premio Strega.

Non ha deluso i pronostici, la finale del Premio Strega 2019 che si è tenuta il 4 luglio nella splendida cornice di Villa Giulia a Roma: ad aggiudicarsi il premio Antonio Scurati, con il suo M. Il figlio del secolo, primo di una trilogia di libri che racconta con dovizia di particolari e molta drammatizzazione narrativa l’ascesa al potere di Benito Mussolini.

Scurati riceve lo scettro da Elena Janeczek, trionfatrice del 2018 con il suo La ragazza con la Leica, facendo tornare quindi lo Strega nelle mani di un uomo.

Sono felice della vittoria ma sono anche molto contento che altri italiani leggeranno questo libro – ha dichiarato subito dopo l’incoronazione – Potranno conoscere meglio la nostra storia: con la speranza che non si ripeta, anche in forme diverse.

L’autore ha poi aggiunto

Dedico la vittoria ai nostri nonni e ai nostri padri che furono prima sedotti e poi oppressi dal fascismo e soprattutto a quelli che poi fra loro trovarono il coraggio di combatterlo. Vorrei dedicare il Premio anche ai nostri figli con l’auspicio che non debbano tornare a vivere quello che abbiamo vissuto 100 anni fa. Una dedica speciale a mia figlia Lucia.

Scurati, oggi vincitore con il suo libro da 800 pagine con 228 voti, in passato è arrivato secondo per pochissimi voti nella classifica finale, per ben due volte, nel 2009 e nel 2014. Oggi ha avuto la sua “rivincita” con un’opera a dir poco monumentale, che dalla presa di potere del duce arriva fino al 1924, anno del delitto Matteotti.

Al secondo posto il sorprendente piazzamento di Benedetta Cibrario con Il rumore del mondo.

Del resto, anche la finale della 73^ edizione del prestigioso concorso letterario, come la precedente, è stata a maggioranza femminile, con ben tre autrici tra i primi cinque.

Premio Strega 2019: la donna dietro il premio più importante

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Fra le altre curiosità di questa edizione, i due titoli contemporaneamente in cinquina di Einaudi, e la seconda volta in finale per la giovanissima casa editrice La Nave di Teseo di Elisabetta Sgarbi, oltre al fatto che la semifinale si sia svolta nel Tempio di Adriano – Camera di Commercio di Roma, e non, come da tradizione, nella sede della Fondazione.

Il fil rouge di questa edizione, e della cinquina finalista, sembra comunque essere stata la storia contemporanea del nostro paese, dimostrazione del fatto che il romanzo storico goda tuttora di una certa allure sugli scrittori.

Scopriamo quindi chi erano i cinque finalisti dello Strega 2019, partendo dal vincitore, e di cosa raccontano le loro opere.

1. M. Il figlio del secolo di Antonio Scurati

Il libro comincia nel 1919, anno in cui Mussolini ha fondato il movimento dei Fasci italiani di combattimento, e termina col discorso del 1925, che diede il via alla dittatura fascista. È considerato il favorito alla vittoria.

Lo trovate a questo link.

2. Il rumore del mondo di Benedetta Cibrario

Ambientato a Torino nella prima metà dell’800, ha per protagonista la giovane figlia di un mercante di seta e moglie di un ufficiale londinese, con una storia irrimediabilmente legata al Risorgimento italiano.

Lo trovate a questo link.

3. Fedeltà di Marco Missiroli

Dopo una vita passata in Feltrinelli Marco Missiroli passa a Einaudi per scrivere un romanzo ambientato negli anni Duemila, che racconta le vicende di una coppia milanese e dei tradimenti che ne sconvolgono gli equilibri.
Nel 2015 Missiroli ha ottenuto un ottimo successo con Atti osceni in luogo privato, e ha già vinto il Premio Strega Giovani.

Lo trovate a questo link.

4. La straniera di Claudia Durastanti

Una famiglia di emigrati lucani negli Stati Uniti nella seconda metà del ‘900, i genitori sordi e la figlia che passa la sua giovinezza tra la Basilicata e Brooklyn.

Lo trovate a questo link.

5. Addio fantasmi di Nadia Terranova

In questo suo terzo romanzo Nadia Terranova racconta la storia di una donna che torna nella casa materna a Messina per aiutarla mentre viene ristrutturata. Qui lei dovrà finalmente elaborare il lutto per la perdita del padre, avvenuta quando era ragazza, ma anche ripensare alla sua giovinezza siciliana.

Lo trovate a questo link.

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