Libri sulla violenza sulle donne: letture e romanzi

Tanti libri che trattano la violenza sulle donne: dai romanzi per tutte le età ai saggi, fino a memoir e grafic novel. Alcuni consigli di lettura per conoscere meglio l'argomento.

La violenza sulle donne è ormai un fenomeno di cui abbiamo così tanta consapevolezza, da diventare quasi un genere letterario a sé. Romanzi, graphic novel, racconti, testi teatrali, memoir e saggi – talvolta per tutte le età – fanno sempre più capolino nel mercato editoriale, sebbene esistano dei precedenti “classici” eccellenti per capire quanto il patriarcato sia radicato e non sia qualcosa di nuovo da fronteggiare. Scopriamo alcuni dei molti libri sulla violenza sulle donne, ovvero letture che possono aiutarci a comprendere il fenomeno dandoci i mezzi per combatterlo.

Romanzi e racconti sulla violenza di genere

Questa selezione di romanzi e racconti esplora la violenza di genere attraverso linguaggi e generi diversi, dalla distopia alla riscrittura della fiaba fino alla narrativa ispirata a fatti reali. Storie potenti che mettono in luce dinamiche di oppressione, controllo e resistenza, offrendo uno sguardo critico sulla condizione femminile. Un percorso di lettura che invita a riflettere, ma anche a riconoscere i segnali di una violenza spesso normalizzata

Il racconto dell’ancella e I testamenti

Il primo romanzo, o meglio i primi romanzi, sulla violenza sulle donne che vi consigliamo sono entrambi di Margaret Atwood. La scrittrice femminista ha realizzato Il racconto dell’ancella negli anni ’80, basandosi sulle dittature conosciute fino a quel momento, dal nazismo al golpe cileno. È una distopia, ma è così realistica che, leggendola, abbiamo come l’impressione continua che la storia del romanzo sia sul punto accadere nella nostra realtà.

La vicenda prende le mosse da un vecchio escamotage letterario, ovvero il ritrovamento di alcuni nastri magnetici in cui un’ancella di Gilead – una teocrazia in cui sono legalizzati stupri rituali ed è impedito alle donne di leggere o lavorare, quest’ultima attività a meno che non siano “marte”, di proprietà delle famiglie dei comandanti, o “economogli” – narra la propria vita da schiava sessuale e procreatrice e la sua fuga.

Quando è uscita la serie Hulu, Atwood ha ripreso in mano la storia, e ha scritto il seguito, ovvero I testamenti, che altro non sono che le testimonianze di tre donne di Gilead decenni dopo Il racconto dell’ancella: la futura moglie di un comandante, una “zia” (ovvero la soprintendente alle ancelle), una bambina scampata a Gilead che si traveste da missionaria per poter rientrare nella nazione e far detonare il regime. Mentre gli anni passano, le violenze di genere assumono nomi nuovi ma non cessano di esistere.

La camera di sangue

La scrittrice femminista Angela Carter ha rivisitato il patriarcato contenuto nelle fiabe classiche, a partire da Barbablù, fiaba che in effetti ha ispirato La camera di sangue. Il libro contiene narrazioni multilivello: dietro il piano letterale, ci sono le molte metafore dell’essere donna – per esempio il sangue come parte di ciò che siamo una volta al mese – ma anche i ruoli stereotipati che la società ha attribuito al genere femminile per troppo tempo.

Quando Carter ha scritto questo libro, non c’erano nella fiction letteraria o cinematografica, eccetto poche eccezioni, magari funzionali a un determinato genere, eroine femministe: oggi, per fortuna, non è più così, ma è comunque interessante leggere la sua contronarrazione.

Macellaio

Come Blonde, uno dei romanzi precedenti di Joyce Carol Oates, anche Macellaio è un originale intreccio di finzione e realtà. La storia prende le mosse dalla storia di Silas Aloysius Weir, psichiatra che opera, attraverso sadici esperimenti, in un istituto femminile per malattie mentali. Sulla sua strada però intersecano la loro una delle pazienti, Brigit Kinealy, che riesce a tenergli testa, e il figlio, che decide di respingerne il retaggio.

Graphic novel sulla violenza sulle donne

Le graphic novel offrono uno sguardo visivo e immediato sulla violenza di genere, unendo immagini e parole per raccontare storie di forte impatto emotivo. Attraverso il fumetto, esperienze intime e collettive prendono forma in modo diretto, spesso difficile da ignorare. Un linguaggio potente che rende ancora più evidente la brutalità della violenza e la necessità di raccontarla.

Persepolis

Forse non ha bisogno di presentazioni, ma la consigliamo lo stesso: Persepolis di Marjane Satrapi è una graphic novel al tempo stesso delicata e dura sul regime iraniano e sui diritti negati alle donne persiane. È delicata perché riesce a commuovere lettori e lettrici attraverso gli occhi di una bambina che diventa donna, è dura perché chi legge è messo di fronte a un orrore sistematico e quotidiano. Dedicato in particolare a coloro che ancora non conoscono cosa significa il regime morale, mascherato da dettami religiosi, in Iran.

Io so’ Carmela

La casa editrice BeccoGiallo ha approntato una collana di graphic novel che raccontano vicende di cronaca nera. Una di queste, sceneggiata da Alessia Di Giovanni e disegnata da Monica Barengo, è Io so’ Carmela, ovvero la vicenda della 13enne Carmela Cirella, dapprima molestata da un uomo del paese, poi sequestrata e stuprata da un branco di adulti e ragazzi (tra cui l’adolescente con cui aveva una relazione), strappata alla famiglia, imbottita di farmaci e mai creduta. Non ha mai ricevuto giustizia Carmela, che alla fine si è suicidata gettandosi nel vuoto, gridando per un ultima volta il proprio nome.

Troppo non è mai abbastanza

Troppo non è mai abbastanza racconta del viaggio in Italia di due giovani punk austriache, che si ritrovano a fronteggiare violenza sessuale e machismo tossico. È una graphic novel in parte autobiografica di Ulli Lust, ed è interessante perché nulla viene stemperato: vediamo la violenza con gli occhi di chi l’ha vissuta, la vediamo nella sua barbarie, nel suo orrore.

Libri sulla violenza di genere per bambinə e ragazzə

Affrontare il tema della violenza di genere con bambinə e ragazzə significa trovare parole e storie capaci di educare senza spaventare, ma senza nemmeno edulcorare la realtà. Questi libri aiutano a riconoscere dinamiche di potere, stereotipi e ingiustizie, favorendo consapevolezza ed empatia fin da giovani. Un primo passo fondamentale per costruire una cultura del rispetto e dell’uguaglianza.

La storia della principessa primogenita

Antonia S. Byatt ha rivisitato gli stilemi narratologici della fiaba per restituirci tre racconti: La storia della principessa primogenita, La storia della principessa secondogenita, La storia della principessa terzogenita, tutte contenute ne Il genio nell’occhio d’usignolo e altri racconti. Le tre principesse dovranno affrontare quello che il destino ha stabilito per le donne, anche se principesse, in secoli di patriarcato, ma con coraggio e ingegno potranno farcela.

Cara Giulia – Quello che ho imparato da mia figlia

Gino Cecchettin è il padre di Giulia Cecchettin, a cui è dedicato il libro Cara Giulia, che serve anche a finanziare la fondazione che l’uomo ha creato contro la violenza di genere. Il volume è una narrazione appassionata su una ragazza uccisa mentre coltivava i propri sogni: l’autore non nomina mai il killer, condannato in via definitiva dopo aver rinunciato ad appello e Cassazione, ma si concentra su Giulia, su chi era, sulla sua forza e sulla sua dolcezza. E leggendolo ci sentiamo più vicine a lei, non solo per empatia nei confronti della sua fine, ma in quanto essere umano degno di affetto.

Le femmine e i cani non possono entrare

Lilith, autrice di Le femmine e i cani non possono entrare, è un’autrice nata e cresciuta in Bangladesh, in Italia da vent’anni. Nel suo libro ha voluto prendere in esame tutti gli aspetti di ciò che il patriarcato comporta, per spiegarlo alle giovanissime generazioni: i matrimoni forzati per le bambine, i lividi che le donne coprono dopo essere picchiate da mariti, fidanzati, padri, fratelli, l’isolamento in cui moltissime donne in tutto il mondo sono costrette a vivere.

Mia

Antonio Ferrara, autore di Mia, ha condotto laboratori di scrittura in diversi luoghi d’Italia, chiedendo agli adolescenti e alle adolescenti che vi hanno preso parte, di immaginarsi in uno scenario di relazione possessiva e prevaricatoria: è nato questo romanzo, che racconta il femminicidio di una 15enne perpetrato da un coetaneo, e le riflessioni di quest’ultimo una volta in carcere.

Testi teatrali sulla violenza sulle donne

Il teatro, con la sua forza diretta e la dimensione del corpo in scena, rende la violenza di genere ancora più concreta e difficile da ignorare. Attraverso dialoghi e monologhi, queste opere mettono a nudo dinamiche di potere, sopraffazione e silenzio, coinvolgendo emotivamente lo spettatore. Un’esperienza che non si limita al racconto, ma diventa denuncia viva e condivisa.

Otello

Si dice che William Shakespeare sia riuscito a delineare tutte le possibili storie dell’umanità, ancora oggi valide. Otello è, ad esempio, la storia di un femminicidio ante litteram – anche perché il neologismo è stato coniato in Italia nel 2008. La storia è quella di un uomo, Otello, che, decide di disporre della vita e della morte della moglie Desdemona.

Un tram che si chiama Desiderio

È uno dei capolavori di Tennessee Williams. Un tram che si chiama Desiderio parla di due donne e del loro restare incatenate alle violenze del patriarcato: da un lato Stella, sposata con il bruto e picchiatore Stanley, dall’altro Blanche, che a causa della società è costretta a vedere gli uomini come una liberazione, ma viene infangata da Stanley per il suo passato e poi stuprata. Blanche viene infine tradotta in un ospedale psichiatrico, un destino comune alle donne che negli anni ’40 e ’50 del Novecento non si adattavano ai modelli eteronormativi.

Lo stupro

Il 9 marzo 1973, Franca Rame venne sequestrata a stuprata da 5 uomini per ragioni politiche. Ne nacque il suo monologo, Lo stupro, che si può leggere gratuitamente sul sito dedicato all’artista. Un terribile ma veritiero spaccato su quello che significa la violenza sessuale, senza sconti per chi l’ha perpetrata.

Saggi e memoir contro la violenza sulle donne

I testi che seguono offrono uno sguardo lucido sulla cronaca recente e sulle ferite personali, trasformando il dolore individuale in un atto di denuncia collettiva contro la violenza sistemica. Questi saggi e memoir rappresentano strumenti essenziali per decodificare i meccanismi del sopruso e onorare la memoria delle vittime.

Patriarcato criminale

La criminologa Roberta Bruzzone ha scritto Patriarcato criminale, unendo tre vicende particolarmente significative pur nelle loro differenze: il matrimonio forzato e il “delitto d’onore” con cui la famiglia ha ucciso Saman Abbas, il femminicidio di Giulia Cecchettin, l’omicidio e l’occultamento di stampo ‘ndranghetista di Maria Chindamo.

Un inno alla vita

Un inno alla vita è il memoir di Gisele Pelicot, la donna che, dopo decenni di violenze – ha denunciato il marito che la stordiva con le droghe e la faceva stuprare da altri uomini – in Un inno alla vita ha deciso di raccontare con coraggio la propria storia personale.

Nobody’s Girl

Nobody’s Girl è, infine, un altro memoir estremamente interessante: è la storia di Virginia Giuffre, adolescente finita tra le schiave sessuali di Jeffrey Epstein e del suo entourage. La donna si è tolta la vita ad aprile del 2025, schiacciata dall’orrore e dalla probabilità di non ricevere vera giustizia. Ciò che ancora oggi circonda gli Epstein Files è infatti una nuvola di fumo dalla quale i potenti del mondo stanno cercando di uscire illesi.

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