Le inseparabili: il libro di Simone de Beauvoir mai pubblicato perché 'troppo intimo' - Roba da Donne

Nel 1954, cinque anni dopo la pubblicazione del suo saggio più celebre Il secondo sesso, Simone de Beauvoir scrisse un breve romanzo basato sulla sua amicizia con una ragazza di nome Élisabeth Lacoin, detta Zaza, morta tragicamente di encefalite all’età di 21 anni.

Decise però di non pubblicarlo e lo ripose nel cassetto. Nelle sue memorie del 1963 raccontò di aver rinunciato per via del parere negativo del suo compagno, Jean-Paul Sartre. Oggi quella sua breve opera di narrativa esce finalmente in libreria.

Le inseparabili di Simone de Beauvoir viene presentato come un’opera “troppo intima per essere pubblicata durante la sua vita”, come ricorda un recente articolo del New York Times. La figlia adottiva, Sylvie Le Bon de Beauvoir, ha trovato il libro nell’archivio della madre e ha deciso che meritava di andare in stampa. A ottobre, l’editore Éditions de L’Herne pubblicherà il libro di 176 pagine, che in Italia uscirà tradotto per i tipi di Neri Pozza.

Il manoscritto è rimasto a casa Le Bon de Beauvoir insieme a una buona parte degli archivi della scrittrice, mentre altri documenti sono stati donati alla Biblioteca Nazionale di Parigi. Oltre a raccontare una storia di amicizia femminile con un finale tragico, si presume che il libro illumini la maturità della grande autrice francese come femminista. Pare che sia stata proprio la relazione intensa e formativa con Zaza a modellare, in molti modi, la donna che poi sarebbe diventata.

Simone de Beauvoir: la necessità di uccidere il “mito famiglia e maternità”

Scritto in prima persona, Le Inseparabili di Simone de Beauvoir racconta la storia dell’inizio dell’amicizia, quando Andrée (Zaza) si unisce alla stessa classe di Sylvie, ovvero la scrittrice stessa. Quest’ultima rimane subito incantata dalla nuova compagna: la ammira e fa di tutto per indurre convincerla a ricambiare il sentimento. Le due diventano rapidamente inseparabili, ma è il destino ad allontanarle.

A trovare il titolo al romanzo, dato che ancora non ne aveva uno, è stata proprio la figlia, ispirandosi al testo stesso. La parola “inseparabile” viene infatti menzionata più volte in relazione ai personaggi centrali, modellati su de Beauvoir e la sua “amica geniale“. Entrambe appartenenti a famiglie cattoliche e borghesi della Parigi degli anni Venti, si conobbero all’età di 9 anni, condividendo sogni e speranze in un momento in cui per le donne non era ancora così semplice poter essere indipendenti, studiare e crearsi una carriera.

Fu proprio Zaza a spronare l’amica a scrivere e crescere come donna, ma la sua intraprendenza venne soffocata in famiglia. In seguito alle pressioni dei genitori, rinunciò ai suoi studi e all’amore del filosofo Maurice Merleau-Ponty. Madame Lecoin minacciò il ragazzo che, impaurito, lasciò la giovane. In preda alla disperazione, Zaza passò un’intera notte al gelo, senza vestiti, e si ammalò gravemente. La sua prematura scomparsa gettò Simone de Beauvoir nello scoramento: se n’era andata proprio colei che l’aveva spinta a opporsi alle convenzioni del tempo.

“Avevamo combattuto insieme contro il destino ribelle che ci era rimasto davanti e per molto tempo ho creduto di aver pagato per la mia libertà con la sua morte”, scrisse poi l’autrice nelle sue memorie. La pubblicazione de Le inseparabili di Simone de Beauvoir è un evento unico per l’editoria, che attende con impazienza l’uscita di un’opera che aggiunge un nuovo tassello alla vita e all’esperienza di una protagonista della cultura del Novecento.

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