Caroline von Wolzogen che se ne fregava di ciò che era conveniente per una donna

La vita di Caroline von Wolzogen, scrittrice tedesca nota per la scandalosa liaison con sua sorella e il poeta Friedrich Schiller.

Non è facile ripercorrere la vita di Caroline von Wolzogen, scrittrice tedesca vissuta a cavallo tra Settecento e Ottocento. L’unica strada agibile passa dall’aneddoto biografico per cui viene principalmente ricordata, che la lega indissolubilmente al cognato Friedrich Schiller, uno dei massimi poeti e intellettuali della Germania, oltre che autore dell’ode Inno alla gioia messo in musica da Ludwig van Beethoven.

Molto si è scritto e fantasticato su quel doppelliebe, il “doppio amore” che avrebbe sconquassato i cuori di Caroline e della sorella minore Charlotte, sposata con il celebre letterato. Di certo non vi è nulla, però: tutte le missive scambiate tra i tre, che avrebbero potuto testimoniare una relazione a tre, furono bruciate.

La stessa Caroline von Wolzogen, autrice di una biografia su Schiller, evitò accuratamente di soffermarsi sui dettagli scabrosi, primo tra tutti il presunto ménage à trois. Tratteggiò un ritratto scevro di quelle inclinazioni insalubri per l’alcol e le donne, eliminando il suo stesso nome dalle lettere scritte dal poeta durante il corteggiamento a entrambe le sorelle.

Claudia Schlicht, germanista e studiosa di letteratura tedesca, ha recentemente affrontato l’argomento in occasione del convegno perugino dedicato al 250° anniversario della nascita di Schiller. Negli atti, pubblicati per i tipi di Morlacchi, c’è proprio un interessante approfondimento sul punto di vista di Caroline.

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Chi era Caroline von Wolzogen

Nata nel 1763 in Turingia, appartenente all’aristocratica famiglia von Lengefeld, a sedici anni fu promessa in sposa al conte Friedrich Wilhelm Ludwig von Beulwitz, molto più anziano di lei. Poco le importava del matrimonio combinato, perché in lei era già nata la passione per la letteratura, alimentata dagli studi rigorosi imposti dai genitori.

Per lei e la sorella Charlotte tutto cambiò in occasione di un viaggio di istruzione nella Svizzera francese nel 1783, dove incontrarono diversi intellettuali, tra cui anche Friedrich Schiller. Colta e vivace, oltre che avida lettrice, fu in quel momento che Caroline iniziò anche a scrivere: l’infelicità del suo matrimonio e la freddezza del marito fecero il resto.

Nel 1790, dopo un lungo carteggio con entrambe le sorelle von Lengefeld, Schiller chiese la mano di Charlotte, pur avendo sempre mostrato un’affinità elettiva con la maggiore, come testimoniato dall’epistolario del poeta. Mentre un’unione nasceva, ne naufragava invece un’altra: contro il parere della famiglia, che lo reputava un gesto sconsiderato, nel 1794 Caroline chiese il divorzio e si risposò quasi subito con il cugino Wilhelm von Wolzogen.

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Una nuova vita da scrittrice

Nella fase più tumultuosa della sua esistenza, Caroline von Wolzogen scrisse il suo romanzo di maggiore successo, Agnes von Lilien. La prima parte, pubblicata anonimamente nel 1796, ottenne un enorme successo di pubblico e critica, tanto che in molti erano certi che ci fossero grandi autori uomini dietro, come Goethe o lo stesso Schiller. Quando l’opera uscì in versione completa, due anni dopo, l’autrice si fece avanti, tra lo sconcerto generale. Come poteva una donna aver scritto un libro così bello?

Superato lo scandalo, continuò a scrivere, ma la gestazione delle sue fatiche letterarie fu sempre lunga e complessa. Anche la biografia dedicata al cognato, morto prematuramente di tubercolosi nel 1805, vide la luce solo nel 1830. Spinta dalla sorella Charlotte, che voleva porre fine ai pettegolezzi e contrastare le altre biografie dal taglio scandalistico, Caroline era certa di conoscere Schiller meglio di chiunque altro.

Ne uscì una sorta di visione agiografica, limata da tutti quei dettagli inutili che secondo lei impedivano di capire davvero il grande poeta. Non c’erano la miseria del vivere quotidiano e le tentazioni della carne, e per questo tolse anche la sua presenza dal quadro generale. Raccontò la vita di un intellettuale sostenuto da un’aura di moralità che in realtà non esisteva: un uomo senza ombre e senza cedimenti lontano anni luce dal vero Schiller (e non per questo uno scrittore migliore).

Rimasta sola dopo la morte del marito, del loro unico figlio Adolf e della sorella, Caroline von Wolzogen si ritirò sempre più dalla vita sociale. Fino alla sua morte, nel 1847, condusse una vita solitaria e indipendente, da donna libera quale era sempre stata.

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