logo
Stai leggendo: Valeria Parrella e quella giornata di Amanda che inizia masturbandosi

Valeria Parrella e quella giornata di Amanda che inizia masturbandosi

L'Enciclopedia della donna uscita negli anni '60 insegnava alle donne come comportarsi, ma non come vivere il sesso. A spiegarlo, cinquant'anni dopo la sua uscita, ci ha pensato Valeria Parrella e la sua protagonista, Amanda.

Il sesso, si sa, è stato a lungo un tabù in quasi tutte le società, specie se si ipotizzava l’idea che a parlarne fossero le donne.

In effetti, e nonostante si ostenti una certa apertura mentale da ambo le parti, ancora oggi il solo pensiero che una donna possa parlare apertamente di sessualità, in tutte le sue sfumature, sia essa in un rapporto a due, che nella masturbazione, ad esempio, fa inorridire i più, indifferentemente uomini e altre donne, soggiogati ancora dalla concezione piuttosto bigotta che questi non siano argomenti adatti a “una signora”, specie se desidera parlarne in pubblico.

Chi sicuramente non la pensa così è Valeria Parrella, che anzi ha avuto l’ardire di smontare e ricostruire un pezzo di cultura (maschilista) dell’Italia che fu, trasformandolo in una vera e propria ode alla sessualità femminile.

Così è nato Enciclopedia della donna – Aggiornamento, edito da Einaudi nel 2017, che prende le mosse da un libro realmente scritto, l’Enciclopedia della donna pubblicata da De Agostini nel 1967, volume che parla in maniera decisamente esaustiva di come una donna debba essere una brava moglie e madre, ma che tralascia assolutamente la cornice sessuale, in una sorta di eccesso di pruderie che la spersonalizza, togliendole una parte fondamentale.

A permettere al genere femminile di riappropriarsene ci ha pensato dunque la scrittrice e autrice teatrale napoletana, attraverso la voce e il corpo della sua protagonista, Amanda, una cinquantatreenne che decide di inserire in tale enciclopedia la parola “fica”.

Chiaro che già dall’inizio, quindi, il lettore della Parrella capisce di trovarsi davanti un libro che va dritto al sodo, senza finti perbenismi, con un linguaggio schietto e crudo che fa(rebbe) impallidire ancora più d’uno.

Del resto, la stessa Valeria, conscia della mini-bomba a orologeria che ha costruito con arguzia e maestria, ha spiegato al Fatto Quotidiano quanto fosse importante per lei scrivere questa nuova enciclopedia della donna, in una versione 2.0, scevra da qualsiasi bigottismo.

Era da tempo che volevo scrivere questo libello erotico-satirico. Il primo impulso mi venne durante una  personalissima pippa intellettuale rivolta a sfottere gli uomini che in Italia avevano scritto libri a sfondo erotico: Francesco Piccolo, Domenico Starnone etc… Ma la molla che mi ha poi spinto ad iniziare è stata girare per i licei italiani raccontando la figura di Antigone, di Elena o il mito di Euridice e scoprire di essere di fronte a studentesse (e studenti) più inibite, chiuse e moraliste delle loro stesse professoresse. Erano estremamente giudicanti nei confronti di certe figure letterarie femminili soprattutto quando di mezzo c’era il sesso. Credevano davvero che Paride ed Elena fossero scappati insieme per ragioni politiche e non perché volessero scopare? E che pensavano allora di Dante e Beatrice? E di Paolo e Francesca? Da un lato ero di fronte a ragazzine con un’idea edulcorata del sesso ma dall’altro erano anche le stesse che si facevano le foto alle zizze con i cellulari e le mandavano in giro ai loro amichetti.

L’idea, insomma, è che il concetto di sesso con cui le ragazze di oggi crescono sia sbagliato: inutilmente esasperato da una parte, frenato da inibizioni probabilmente congenite, dall’altra. I problemi da cui dipende questo atteggiamento, spiega Valeria, sono due: da un lato, la mentalità che, soprattutto nelle province – senza volerne farne un concetto discriminatorio – incide molto sull’informazione sessuale dei più giovani.

Nelle grandi città le studentesse sono molto informate, sanno che c’è un problema di genere e si ribellano a certi stereotipi, ma in provincia no. In provincia – e questo è anche uno dei motivi per cui ho scritto il libro – il giudizio degli altri è immediato e per questo l’emancipazione sessuale e di genere risulta davvero molto molto più complicata. Succede allora che non ti rendi conto di essere discriminata come donna fino a quando non ti costringono a firmare le dimissioni in bianco perché finalmente ti hanno dato un lavoro – evviva! – ma poi hanno paura che tu possa rimanere incinta.

Dall’altro, come ha raccontato a L’Inkiesta, anche il maschilismo continua a rappresentare una componente importante.

La nostra società ha vissuto un ‘imbigottimento di ritorno’ che ha invalidato i progressi dei decenni precedenti. Le ragazze oggi faticano ad appropriarsi del proprio corpo: i femminicidi sono all’ordine del giorno ed è un dato allarmante, perché significa che molti uomini credono che le donne appartengano a loro. Inoltre, non abbiamo un Presidente del Consiglio donna e in politica abbiamo bisogno delle quote rosa. Le donne sono la forza propulsiva della nazione, ma la loro energia è ancora soffocata dal maschilismo.

La Parrella è cosciente che la cultura dell’annichilimento delle donne sia sempre molo forte, tuttavia ha rilevato segnali positivi in alcune iniziative.

Se penso che sono stati spesi un sacco di soldi nostri, pubblici, in una campagna intitolata Fertility Day e se penso alla risonanza che questa campagna ha avuto, mi riprendo solo guardando anche ai grandissimi esempi di movimenti di rivendicazione come Se non ora quando? o grandi luoghi di raccolta del pensiero femminile e femminista come la Casa Internazionale delle Donne a Roma, la Libreria delle Donne a Milano, le associazioni di donne in rete e cosí via.

Tornando all’Enciclopedia della donne – Aggiornamento, Valeria approfondisce il personaggio di Amanda.

Ho deciso di raccontare di Amanda, donna che vive spudoratamente la propria sessualità. Si tratta della storia di una donna raccontata da una donna. La particolarità di Amanda è che si rapporta al sesso come lo fanno molti uomini: le piace e non si vergogna a dirlo. E quindi ne risulta una distorsione di quello che solitamente leggiamo riguardo alla sessualità. Inoltre, con il mio libro ho sdoganato la parola ‘fica’, che si trova stampata anche nella quarta di copertina.

Lei, che nel 2017 curò, con Loredana Lipperini, la sezione Solo noi stesse, dedicata ai racconti delle sulle donne, ai femminismi, alle culture, alle storie, al Salone del libro di Torino, sa quindi che la strada è ancora molto lunga, ma non del tutto in salita; e spera, anche partendo da quella parola da cui parte la nuova enciclopedia per le donne, che il momento in cui ciascuna di noi potrà parlare di sesso, masturbazione e piacere senza far arrossire nessuno non sia troppo lontano.

1. Lo spazio bianco

Il romanzo d’esordio di Valeria, uscito nel 2008, racconta della quarantenne Maria, che partorisce una bambina prematura e, dall’ospedale, osserva un’umanità variegata con occhi nuovi.

Lo trovate qui.

2. Ma quale amore

Uscito nel 2010, racconta del tentativo della Scrittrice di salvare il salvabile del suo rapporto con Michele.

È su Amazon.

3. Lettera di dimissioni

La storia di Clelia racconta la perdita di contatto tra ciò in cui si crede e il modo in cui si agisce, fino a raggiungere la consapevolezza che “le cose non si compiono all’improvviso, ma all’improvviso le vedi nel loro intero”. È uscito nel 2011.

Lo trovate a questo link.

4. Tempo di imparare

Valeria intreccia sentimenti e il rapporto con la disabilità in questo libro del 2014.

Lo trovate qui.

5. Enciclopedia della donna - Aggiornamento

Disponibile su Amazon.

Non ci sono ancora voti.
Attendere prego...