Deathfic, una fan fiction diversa dal solito - Roba da Donne

Una fan fiction diversa dal solito? Ecco a voi la deathfic

Esistono tantissimi tipi di fan fiction. Ma esiste una in particolare che ha fatto più fatica delle altre a emergere: si chiama deathfic. Chissà perché? Vediamolo insieme.

Il regno sconfinato di Internet pullula di siti di fan fiction, ovvero di piattaforme che accolgono brevi racconti scritti da giovani lettori, appassionati di un genere letterario o di una saga specifica.

Chi si sente particolarmente legato a un personaggio di un racconto può decidere, attraverso la sua personale fan fiction, di fargli prendere decisioni del tutto inedite rispetto all’opera originaria. Ed è proprio questa possibilità di scombinare le carte in tavola che spinge molti lettori in erba a scrivere una propria storia, in grado di soddisfarli maggiormente, di emozionarli.

La fan fiction di genere erotico è certamente quella più popolare, ma ultimamente si sta facendo strada un micro-genere del tutto inaspettato, piuttosto macabro per certi versi: stiamo parlando della deathfic.

Deathfic: cosa significa?

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Fonte: Foto di ahmed adly da Pexels

Il genere deathfic è una tipologia di fan fiction che prevede, all’interno dell’intreccio narrativo, la morte di un personaggio. Ma non stiamo parlando di un personaggio qualunque: colui che, per dirlo senza mezzi termini, deve essere fatto fuori, è proprio il personaggio più amato dal giovane scrittore.

Inoltre, se ciò non dovesse bastasse per sgretolare i cuori dei lettori più sensibili, la deathfic prevede che il malaugurato protagonista passi a miglior vita nella modalità più tragica e dolorosa possibile. Di sicuro ci vuole una bella dose di masochismo, sia da parte di chi decide di scriverlo (chi mai lo ha obbligato?) sia per coloro che coraggiosamente vogliono avventurarsi nella sua lettura.

Storia del genere deathfic

È difficile individuare un momento preciso in cui questo micro-genere di fan fiction ha fatto la sua comparsa.

Questo perché il genere deathfic non si è fatto strada su una piattaforma vera e propria, poiché in precedenza molti giovani scrittori postavano le loro storie in modo che non fossero immediatamente visibili, come la sezione dei commenti, o ancora su siti di fan fiction ormai oscurati.

Sembrerebbe che le prime deathfic pubblicate fossero di genere fantasy, e che tra queste alcune comprendessero come protagonista Frodo Baggins, il coraggioso hobbit ne “Il Signore degli Anelli” di J.R.R. Tolkien.

In particolare, “A passage to the West“, deathfic pubblicata nel 2003 su Fanfiction.net, si incentra sui pensieri e i moti dell’anima del giovane Frodo, il quale si interroga sulla propria esistenza e sul senso della vita.

Attualmente si possono trovare tipologie di deathfic su piattaforme straniere di fan fiction, come Wattpad (di cui esiste la versione italiana) e il già citato FanFiction.Net, i quali devono portare come disclaimer le diciture “Morte del personaggio“, oppure “Perché mi sto facendo questo” e “Perché ho scritto questo“.

Francamente, tutto questo ce lo stiamo chiedendo anche noi.

Esempi di deathfic

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La boy-band sudcoreana BTS. Fonte: Web

Potremmo spiazzarvi se vi dicessimo che la fan fiction in generale può anche comprendere personaggi non inventati. Ebbene sì: a diventare protagonisti di queste storie possono essere attori, cantanti o altri personaggi dell’attualità (ci credereste se vi dicessimo che sono state scritte storie persino su Salvini e Di Maio?).

Ma ritorniamo sulla nostra cara deathfic. Come abbiamo appena scritto, questi sventurati protagonisti possono essere anche personalità del mondo dello spettacolo.

In un articolo pubblicato sul sito TheAtlantic, viene riportata l’esistenza di una deathfic che ha come personaggio principale la cantante pop Rihanna, la quale dopo la morte ritorna in vita diventando il nuovo Messia. O ancora, ne esistono numerose sui membri del BTS (la popolarissima boy band del K-pop) i quali, dopo la morte, si tramutano in fantasmi e si perseguitano tra loro.

Si tratta ovviamente di prove di scritture di una grande fantasia, o potremmo quasi dire di follia: lo scopo è infatti quello di ideare un mondo alternativo che sia il più strano e “pazzo” possibile da quello monotono e noioso della realtà.

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