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Amelia Earhart, la ragazza che non aveva paura di volare

Amelia Earhart, nonostante un destino tragico, è ormai diventata una vera e propria icona dell'emancipazione femminile. Prima donna a sorvolare in solitaria sopra Atlantico e Pacifico, i suoi sogni furono spezzati da un incidente rimasto a lungo un mistero.
Questo contenuto fa parte della rubrica “Storie di Donne”

Fra le donne antesignane delle grandi battaglie femministe per l’emancipazione, la parità di diritti e di genere, Amelia Earhart occupa certamente un posto d’onore.

Nata in un’epoca in cui alle donne era tutt’al più concesso di essere una graziosa appendice dell’uomo, la Earhart fu praticamente contemporanea rispetto allo sviluppo del movimento delle suffragette, e anticipò di gran lunga i tempi del dibattito sul diritto, per la sfera femminile, di realizzarsi professionalmente e di intraprendere attività e mestieri considerati prettamente “da uomo” che portiamo avanti ancora adesso.

Avventurosa ed emancipata, nel corso della sua purtroppo breve vita Amelia fu la prima in diverse cose: prima donna a sorvolare in solitaria l’Atlantico, prima ad attraversare in volo gli Stati Uniti senza scalo, partendo da Los Angelese e arrivando a Newark, nel New Jersey, prima ad attraversare il Pacifico, da Oakland a Honolulu, nelle Hawaii.

Sarebbe, forse, stata anche la prima a compiere il giro del mondo, se nel luglio del 1937 il suo aereo non fosse scomparso misteriosamente nei pressi di Howland, nelle cui vicinanze l’aviatrice inviò anche l’ultimo messaggio radio:

Dovremmo essere sopra di voi, ma non riusciamo a vedervi – ma il carburante si sta esaurendo. Non siamo riusciti a raggiungervi via radio. Stiamo volando a 1.000 piedi.

Per anni quello della sua scomparsa è rimasto, come detto, un vero e proprio mistero, dato che i resti rinvenuti su un’isola del Pacifico nel 1940 a lungo sono stati creduti appartenere a un uomo. Solo nel 2018 è venuta alla luce la verità, ossia che fossero invece proprio quelli di Amelia Earhart.

A stabilirlo è stata un analisi condotta da Richard Jantz del Centro di Antropologia Forense dell’Università del Tennessee e pubblicata sulla rivista Forensic Anthropology; utilizzando un programma informatico estremamente avanzato Jantz è riuscito stabilire con esattezza sesso, età e statura dei resti recuperati, partendo dalle misurazioni degli stessi. Le analisi compiute hanno rivelato che la somiglianza con Amelia Earhart fosse maggiore rispetto al 99% di individui in un largo campione di riferimento, soprattutto considerando la lunghezza delle ossa dell’aviatrice valutate partendo dalle fotografie ma, soprattutto, dai vestiti a disposizione.

Abbandonate, quindi, le ipotesi più suggestive di un atterraggio di fortuna e di una nuova vita che Amelia si sarebbe costruita su quell’isola deserta, una versione decisamente romanzata della storia che, forse, a lungo è stata cullata dai più sognatori di noi.

La verità è che purtroppo l’avventurosa Earhart si è schiantata al suolo con il compagno di volo, il secondo navigatore Fred Noonan, nel terzo tentativo di avvicinamento all’isola di Howland,  un atollo disabitato nell’Oceano Pacifico poco a nord dell’Equatore e a ovest di Kiribati.

Di lei resta però il bellissimo esempio di autodeterminazione e coraggio, oltre che la ferrea volontà di inseguire quel sogno cominciato quando, nel 1920, a soli 23 anni, insieme al padre si era recata al raduno aeronautico del Daugherty Airfield a Long Beach, in California, restando impressionata dal giro turistico di dieci minuti sopra Los Angeles effettuato con il biplano. Quello fu l’esatto momento in cui la scintilla esplose dentro di lei, e la passione per l’aviazione si rivelò come il destino da realizzare a tutti i costi.

Il prezzo pagato da Amelia è stato senza dubbio il più alto, ma, del resto, lei per prima sapeva che quello era il valore del coraggio, definito proprio come

Il prezzo che la vita esige per l’assegnazione della pace.

E lei, di coraggio, ne ha avuto davvero tanto. Di mettersi a bordo di un aereo per esplorare il mondo, ma anche di ribaltare le “regole” e le prassi della sua epoca, creandosi con le proprie mani il destino voluto.

La donna che può inventare il suo proprio lavoro è la donna che otterrà fama e fortuna.

A lei sono stati dedicati, negli anni, film, citazioni (compare, ad esempio, nel secondo capitolo di Una notte al museo), ma anche libri, tanti: biografie, pagine del suo diario, celebrazioni.

Eccone alcuni – molti solo in versione inglese – che hanno ricordato questa immensa figura femminile diventata vera e propria icona dell’emancipazione femminile.

 

1. Felice di volare. Ricordi della mia vita in volo e di altre aviatrici

Scritto nel 1932, è un memoir in cui Amelia racconta la nascita del suo interesse per il volo e le avventure che la portarono a ottenere ben sedici record mondiali.

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2. Last Flight by Amelia Earhart

Pubblicato nel 1937, Last Flight è composto da voci di diario e altre note compilate dalla pioniera dell’aviazione durante il suo fallito tentativo di volare in solitaria attraverso l’Oceano Pacifico.
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3. Amelia Earhart. Oxford bookworms library

Scritto da Janet Hardy-Gould, è una versione “romanzata” della vita e delle imprese dell’aviatrice. Ha anche un CD audio.

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4. Alternate Flight Plan: The Lost Diary of Amelia Earhart

Scritto da Lois P. Frankel nel 2018, immagina un “finale alternativo” alla storia di Amelia, con un diario recuperato per caso in cui sono scritte le pagine della sua vita dal 1937 al 1971.

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5. Amelia Earhart: A Biography

Di Doris L. Rich.
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6. 20 Hrs., 40 Min

Pubblicato per la prima volta nel 1928 da G. P. Putnam’s Sons, ha continuato a essere ristampato in periodiche nuove edizioni. Qui Amelia racconta la sua esperienza come passeggero della Friendship che la rese la prima donna ad attraversare l’Oceano Atlantico in aereo nel 1928 (successivamente realizzò l’impresa in un volo da solista).

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7. The Fun of It: Random Records of My Own Flying and of Women in Aviation

The Fun of It è il secondo libro di Amelia Earhart dopo il suo diario di viaggio 20 ore, 40 Min . Qui l’aviatrice ricorda di come si sia interessata al volo.

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8. Amelia Earhart. Piccole donne, grandi sogni

C’è anche un libro per bambini, edito da Fabbri Editori e scritto da Maria Isabel Sanchez Vegara, dedicato alla vita dell’aviatrice.

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