Gancitano e Colamedici: "Fiorire significa diventare ciò che si è" - INTERVISTA

Viviamo nella società della performance. Siamo sempre troppo qualcosa o non abbastanza. Ci sembra che altre/i siamo migliori e più brave/i di noi. In questa intervista Maura Gancitano e Andrea Colamedici parlano di Prendila con filosofia (HarperCollins Italia Editore) e ci aiutano a guardare le cose dalla giusta prospettiva.

“A ‘manuale di fioritura’ mi è venuta l’orticaria”.
Confesso, ho riso molto, quando un’amica ha commentato così il titolo del nuovo libro di Maura Gancitano e Andrea Colamedici: Prendila con filosofia, Manuale di fioritura personale, edito da Harper Collins.

Ho riso perché è una reazione che conosco e conosciamo tuttə, davanti ad alcuni libri.
In ordine sparso, un misto di

  • speranza che sia la volta buona,
  • repulsione perché “stavolta non mi faccio fregare”,
  • appello alla logica e al raziocinio impostoci in quanto occidentali,
  • sensazione giustificata che l’unica cosa che cambierà a breve sarà il saldo sulla nostra carta di credito e che stiamo per buttare via (gli ennesimi) soldi che non ci renderanno più “felici in cinque mosse, né in tre settimane”
  • voglia di affidarsi a un’energia primordiale, spirituale, religiosa o interiore che dir si voglia.

Ma per fortuna la mia amica non aveva ancora letto Prendiamola con filosofia e, a dirla tutta, conoscendo e apprezzando tantissimo Gancitano e Colamedici (qualora esista ancora qualcuno che non li conosce, filosofə e scrittorə, menti e anime di Tlon, scuola di filosofia, casa editrice, libreria-teatro e agenzia di eventi) condivideva con me un lecito e ben riposto dubbio.
In ogni caso non ho resistito e, quando ho incontrato autrice e autore per questa intervista, ho scelto di iniziare da qui.

Inutile girarci intorno: il pregiudizio su manuali di auto-aiuto c’è e, spesso, non è mal riposto. Anche se Prendila con filosofia, va detto subito, non è un manuale di auto-aiuto ma di fioritura.

Gancitano: “In realtà quello che noi invitiamo a fare è disegnare un labirinto.
Siamo sempre stati molto critici nei confronti di tutte le tecniche che ti dicono: facendo questo cambierai la tua vita. Anzi, siamo partiti proprio da qui: dal fatto che queste tecniche non funzionano o, se funzionano, è perché ti rendono ancora più incastratə in alcuni meccanismi sociali.
In Prendila con filosofia, invece, abbiamo scelto di recuperare gli strumenti della filosofia antica, che non sono tanto tecniche ma processi: non si tratta di un binario – tipo ‘ho capito cosa fare nelle vita e non mi fermo più’ – ma di un labirinto, fatto di trasformazioni, cambiamenti, cose che non puoi mutare e altre su cui puoi agire.
Da qui il nome di manuale che abbiamo scelto di adottare, perché si tratta di una pratica, sì, ma di autoeducazione. Del resto la filosofia è questo: ti trasmette degli strumenti ma poi sei tu che tracci il tuo percorso. All’interno non ci sono esercizi per performare meglio, ma per rompere gli schemi che hai.”

Come suggerito dalla filosofa stessa, Prendila con filosofia è un saggio, ma anche un metodo; un compendio di pensieri e pratiche filosofiche ma anche un gioco, o meglio, un libro-game, che puoi leggere dalla prima pagina all’ultima, oppure seguendo tra una delle quattro strade (e poi tra bivi e sotto deviazioni) che ti portano a saltare avanti e indietro tra i capitoli, secondo un percorso personale.

Ma soprattutto, Prendila con Filosofia è la risposta di Gancitano e Colamedici alla domanda che più frequentemente viene posta loro:

Come si fa a fiorire?

Il concetto di fioritura è il cardine principale del progetto Tlon. Lo chiariamo meglio?

Colamedici: “I greci quando dovevano parlare delle età di qualcuno non facevano riferimento alla data di nascita o di morte, ma all’ἀκμή [akmḗ],  che in greco indica l’apice, la punta, la fioritura: il momento in cui l’essenza di qualcuno esplode, si manifesta in tutta la sua bellezza.
Attenzione, non significa crescita personale, quella ha a che fare con un potenziamento perenne; fiorire significa diventare ciò che si è, e lo diventi a seconda del fiore che sei.
Perciò l’idea del manuale di auto-aiuto che la felicità possa arrivare con un ‘adesso  facciamo crescita personale, siamo tuttə ugualə e cresciamo tuttə allo stesso modo’ è pericolosa.
Siamo tutti fiori diversi e ogni fiore ha bisogno di un certo tipo di cura, di acqua, di fertilizzante, di terreno.
La fioritura ha a che fare con questo e non si può insegnare a fiorire con delle istruzioni calate dall’alto: è un processo di auto-sviluppo. Questo libro e ciò che facciamo in generale, semmai, sono strumenti, fertilizzanti.”

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Ma non si fiorisce solo per se stessi. Giusto?

Gancitano: “In realtà non è una cosa che si sceglie, ma quando si fiorisce, è inevitabile, lo si fa sia come singolo individuo sia come collettività.
C’è una relazione tra la fioritura personale e quella collettiva, perché solo nel momento in cui riesci a portare nel mondo la tua bellezza, la tua meraviglia, il mondo riesce a fiorire. Spesso queste due istanze sono scollegate e chi fa percorsi di crescita personale a un certo punto rischia di dimenticarsi del mondo, perché dice ‘no il vero lavoro è solo dentro me stessə’; invece no, c’è una corrispondenza biunivoca: si fiorisce dentro quando si fiorisce fuori e viceversa.

Femminismo docet: per dirla con il famoso slogan attribuito da alcuni a Carol Hanisch, “Il personale è politico”?

Gancitano: “Sì, è un percorso sociale e politico. Sono due cose un po’ diverse, però diciamo che ci sono entrambe. Di solito quando ci si prende molta cura delle questioni sociali si rischia di trascurarsi, anche perché il prendersi cura di sé viene visto come qualcosa di vanitoso ed egocentrico. Del resto questa è una società che ti spinge all’individualismo. Si tratta invece di trovare la giusta misura, di coltivare la temperanza, che era una virtù fondamentale per i greci e invece per noi significa 50 e 50, pura media aritmetica, invece no. È una sensazione che non siamo tanto in grado di coltivare, ma è fondamentale, perché molto spesso se ti occupi di questioni sociali rischi di sentirsi svuotatə, porta molto stress occuparsi del bene comune; d’altro canto preoccuparsi solo di sé rende narcisistə. Deve esserci uno scambio, come nel respiro: inspiri ed espiri. Il percorso di fioritura personale in realtà è questo: un percorso di respirazione con il resto del mondo.”

La  parola filosofia evoca ambienti accademici, spesso polverosi, elitari e di difficile accesso. Voi invece, in questo libro, come nei precedenti, e in tutto il progetto Tlon ne fate materia di divulgazione: una sorta di filosofia pop, non snob e accessibile (e soprattutto utile) a tuttə.

Colamedici: “Giocare è fondamentale e la filosofia ha bisogno di gioco. Si tratta di unire il mondo accademico con il mondo mainstream e di far vedere che sono due realtà solo apparentemente sono incomunicabili. In realtà hanno tantissimo da dirsi l’un l’altro e, insieme, possono essere per ognunə di noi linfa per incarnare pienamente se stessi e riscoprirsi al di sopra dell’accademia e del pop, come esseri umani.”

Gancitano: “Il fatto è che siamo tutti esseri umani che si sono scoperti molto fragili. Lo sapevamo già, ma questa pandemia ci ha mostrato ancora più chiaramente quanto la vita umana sia fragile. Tutte le sfide, sia interiori che globali, sono sfide umane, quindi non ha neanche più senso stare lì a concentrarsi sulle distinzioni. Ha molto più senso farsi delle domande: in questo è importante la dimensione del dibattito pubblico. Quello che cerchiamo di fare attraverso i social, più che in questo libro, quello che cerchiamo di fare in generale, è stimolare a occupare il dibattito pubblico e lo spazio pubblico. Non puoi parlarne solo se hai un certo tipo di requisiti: il fatto che tu sia cittadino o cittadina ti dà il diritto di esprimere la tua opinione e soprattutto il dovere di farti delle domande.”

Voi non vi limitate a rendere accessibile la filosofia occidentale accademica e riconosciuta. Il vostro è anche un lavoro di contaminazione con filosofie spirituali, tradizione folkloristiche, sciamaniche, animiste e pratiche che fanno storcere il naso a qualcuno, come la divinazione. Il rischio, tornando all’inizio, è quello che qualcuno giudichi il libro come l’ennesimo manuale ‘fricchettone’. La vostra invece è un operazione diversa, che non ‘abbassa la filosofia’ ma  la rende fruibile a chiunque, e gioca con pratiche antiche in modo consapevole. 

Gancitano: “La nostra attività di divulgazione nasce da qui, il nostro primo libro è uscito nel 2016, e ci siamo resi conto di quanto la divulgazione e la spiritualità contemporanea fossero un sottoprodotto del capitalismo. In realtà molti manuali apparentemente ‘spirituali’ servono a renderti ancora più egocentrico e capitalista, ti spingono a performare di più, a essere sempre più dio e meno esseri umani, e a considerare la fragilità come qualcosa da curare. Invece no.
Il punto non è giudicare quali siano i libri ok e quali no, il punto è discernere, riuscire a capire qual è la differenza: devo chiedermi se un libro, una pratica, una filosofia mi rende più liberə di esprimermi, quindi è uno strumento di autoeducazione, o se è uno strumento che alimenta l’ansia da prestazione e di raggiungere un traguardo.

La spiritualità e la filosofia, esattamente come l’attivismo, sono strumenti di sovversione e di liberazione dalle sovrastrutture”.

Resto un attimo sul tema del senso di colpa. Spesso i messaggi che ci arrivano dall’esterno sono un po’ sul modello del concept di Barbie – puoi essere tutto ciò che desideri -: rimbalza questa idea che se lo vuoi abbastanza, se ti impegni, puoi realizzare la tua vita e cambiarla. Sempre. Poi all’atto pratico molte persone si rendono conto che non è sempre così, il che le fa sentire doppiamente sbagliate.

Colamedici: “Il concetto cardine è riuscire a distinguere quello che è in tuo potere da quello che non lo è, operarsi per cambiare quello che lo è, e mettere nel posto giusto quello che non lo è. Non solo la spiritualità contemporanea, ma anche la crescita contemporanea impone dei sensi di colpa nei confronti dei fallimenti: se non sei riuscito a fiorire, a trovare l’amore, a fare tanti soldi è colpa tua, non hai saputo attirare bene, se non lo sai fare è colpa tua. È un modo di pensare pericolosissimo perché è falso ed è falso perché mette l’individuo al cento del mondo, ma non lo è”.

Prendiamola con filosofia, esattamente come Liberati dalla brava bambina, è stato pubblicato da Harper Collins.
Tlon stessa è (anche) una casa editrice. Tra le prossime uscite, quale rispecchia meglio i temi a noi cari del femminismo intersezionale?

Colamedici: “Sicuramente Jude Ellison, Il mostruoso femminile, un libro sul patriarcato e la paura delle donne; sulle modalità con cui il corpo femminile ma anche l’agire femminile è stato considerato nelle epoche mostruoso. Si passa da rappresentazioni in cinema e serie tv, alla mitologia piena di sirene e streghe… Mostruosità varie sono stati strumenti per governare biopoliticamente il corpo delle donne e fare in modo che reprimessero il proprio potenziale e si adeguassero a una manifestazione espressiva comprensibile e non ‘pericolosa’.”

Gancitano: “Lui è  il nostro primo autore trans. In realtà Jude Ellison, classe 1982, si è dichiarato nonbinary e ha intrapreso un percorso di transizione nel 2020. Per cui la redazione si è dovuta confrontare con questa scelta identitaria in fase di traduzione e questo ci ha fatto chiedere come dovevamo riferirci a lui, perché nel libro si presentava al femminile. È stato stimolante, un’occasione per approfondire il tema delle identità di genere”.

La filosofia è stata, nei secoli, una questione maschile. In realtà lo sono state le scienze e le arti in generale. Sappiamo tutti la motivazione e da dove origina questa esclusione. In questi ultimi anni si è fatta una parziale riscoperta di scienziate, pittrici, scrittrici e di professioniste in vari ambiti, cercando di salvarne e ripercorrerne le tracce laddove possibile. Essendo che la filosofia è materia considerata elitaria, questo recupero ha interessato meno le filosofe. 

Gancitano: “È molto più facile trovare sacerdotesse o mistiche, ma trovare filosofe è molto più difficile.
C’è una strenna che uscirà per Tlon, in cui abbiamo cercato di recuperarne memoria. Perché come nella storia delle musica, anche nella storia della filosofia. per quanto riguarda le donne ci sono grandi salti temporali. Di solito si passa da Ipazia a Ildegarda di Bingen. Le altre o sono rimaste invisibili, o non ci sono testi.”

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Colamedici: “La situazione è stata tragica fino alla fine dell’Ottocento, almeno, fino alla fine all’arrivo di Simone Weil e di tutte quelle filosofe che hanno proprio riscritto la filosofia. Fino a lì, noi abbiamo studiato la ‘filosofia dell’uomo’, non perché usassero un termine generale, ma proprio perché parlavano di maschio.”

Gancitano: “È un vuoto di rappresentazione enorme, sia in senso narrativo, sia in senso intellettuale, ed è anche la ragione per cui oggi questo spazio è giusto che ci sia, che si moltiplichi e diventi sempre più vasto.”

Prendila con filosofia. Manuale di fioritura personale

Prendila con filosofia. Manuale di fioritura personale

Maura Gancitano e Andrea Colamedici del progetto Tlon tornano, dopo "Liberati della brava bambina", per uno scritto ambizioso, il primo manuale che racconta, ispirandosi alla filosofia antica e usando esercizi pratici, come trovare il cuore di noi stessi.
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