La storia di Cora Coralina, poetessa e scrittrice brasiliana, dimostra che tutto è possibile.  E, per usare le sue stesse parole, “il vero coraggio è andare al di là dei propri sogni anche quando dicono che è impossibile”.  A lei è servita una vita intera per riuscire a pubblicare la sua prima raccolta poetica ed essere riconosciuta come una delle voci più importanti del suo paese.

Nonostante gli impegni di moglie e madre, tra una torta e l’altra della sua pasticceria ha osservato le persone, i piccoli gesti e ha ricordato soprattutto le vie e i colori del suo paese natale. Così, decenni dopo, in una fase della vita in cui per molti lei era semplicemente una vecchia signora, ha svelato la pienezza e maturità della sua poetica.

Il sapere la gente lo impara con i maestri e i libri. La saggezza, si impara con la vita e gli umili.

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Come racconta la sua biografia sul sito dedicato al Museo Cora Coralina, il suo vero nome è Ana Lins dos Guimarães Peixoto Bretas ed è nata il 20 agosto 1889 a Vila Boa de Goyaz, oggi chiamata Goiás, una città dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 2001. Figlia del giudice Francisco de Paula Lins dos Guimarães Peixoto e Jacintha Luiza do Couto Brandão, studia per soli tre anni, come molte altre giovani brasiliane.

Questo non la ferma dal coltivare l’amore per la scrittura: ancora adolescente inizia infatti a scrivere sui giornali locali e nel 1910 pubblica un racconto che attira l’attenzione di alcuni critici. Un professore dice di lei che “è la più grande scrittrice del nostro stato, anche se non ha ancora vent’anni”.

La vita, poi, si mette di traverso: si innamora di Cantídio Tolentino de Figueiredo Bretas, un avvocato di San Paolo giunto a Goiás per diventare capo della polizia e nel 1910 lo sposa contro il volere della madre. Si scopre poi che l’uomo era già sposato con un’altra donna, ma Cora Coralina, già incinta del primo figlio, decide di fuggire con lui.

Dopo un lungo viaggio a cavallo di due settimane e un tragitto in treno di due giorni, la coppia giunge a San Paolo. Lì rimangono fino agli anni Cinquanta, quando lei è ormai già madre di sei figli. Oltre alla famiglia, si dedica al lavoro di pasticciera in un piccolo forno. La quotidianità ha il sopravvento, ma nel corso degli anni scrive quando può, soprattutto poesie.

Non lasciarti distruggere…
Aggiungi nuove pietre
E costruisci nuove poesie.
Reinventa la tua vita sempre, sempre
Rimuovi pietre e piante di rose e fai dolci. Ricomincia.
Fai della tua vita meschina
un poema.
E vivrai nel cuore dei giovani
e nella memoria delle generazioni che verranno.
Questa fonte è per l’uso di tutti gli assetati.
Prendi la tua parte.
Avvicinati a queste pagine
e non impedirne l’uso
a quelli che hanno sete.

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Tornata in campagna e ormai vedova, a 75 anni pubblica la sua prima raccolta, Poemas dos Becos de Goiás e estórias mais ed è un successo. Ai giornalisti che la vanno a trovare, Cora Coralina racconta storie in cui intreccia con passione il suo modo di scrivere e di preparare dolci. La sua semplicità è forse il suo ingrediente segreto, insieme a un’energia e una determinazione insoliti per una donna del suo tempo.

Nelle sue parole si fondono tutte le culture del suo paese e la sua sensibilità verso le questioni femminili. Quando muore, il 10 aprile del 1985, è ormai uno dei personaggi più importanti della cultura brasiliana e la sua casa viene trasformata in un museo, ancora oggi attivo e molto visitato.

Non so. Se la vita è corta
O troppo lunga per noi,
Ma so che nulla di ciò che viviamo ha sentimento,
Se non tocchiamo il cuore delle persone.
Molte volte basta essere:
Collo che accoglie,
Braccia che avvolgono,
Parola che conforta,
Silenzio che rispetta,
Allegria che contagia,
Lacrima che scorre,
Sguardo che accarezza,
Desiderio che soddisfa,
Amore che promuove.
E questo non è cosa d’altro mondo,
E’ ciò che dà sentimento alla vita.
E’ ciò che fa che lei
Non sia né corta,
Né troppo lunga,
Ma che sia intensa,
Vera, pura. Fino a quando dura.

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