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Beatrix Potter, la ragazza che voleva scegliere chi sposare

La storia di Beatrix Potter, celebre illustratrice e scrittrice di libri per l'infanzia, che scelse di non aderire al modello femminile del suo tempo

Forse non tutti conoscono la storia della “mamma” di uno dei personaggi più famosi della letteratura per bambini, Peter Coniglio. Beatrix Potter non fu solo una grandissima illustratrice e scrittrice di storie per i più piccoli, ma anche una donna forte e tenace, in grado di costruire il suo futuro e la sua felicità da sola, senza piegarsi alle inflessibili regole della società di fine Ottocento e inizio Novecento. Scelse una vita a contatto con la natura e scelse di amare chi voleva, senza badare all’opposizione dei suoi genitori. Condusse un’esistenza piena e autentica, che traspare dalle lettere consultabili sul sito della Morgan Library e inviate al figlio della sua più cara amica. Iniziò così la sua carriera nel mondo dei libri per l’infanzia:

Caro Noel, poiché non saprei che cosa scriverti, ti racconterò la storia di quattro coniglietti.

Helen Beatrix Potter nacque il 18 luglio 1866 a Kensington, un sobborgo di Londra, da una ricca famiglia di commercianti di cotone. Sia lei che il fratello Bertram, di sei anni più giovane, iniziarono fin da piccoli a disegnare i loro animali di compagnia, tra cui conigli, topi, rane, salamandre e persino un pipistrello. Beatrix fu subito affascinata dal mondo della natura, tanto da passare ore e ore intenta a realizzare schizzi intricati. Pur non avendo mai frequentato la scuola, era una bambina intelligente, molto attenta a ciò che le sue governanti le insegnavano. Con una di loro in particolare, Annie Moore, intrattenne un’amicizia strettissima. E fu proprio lei, molti anni dopo, a suggerirle di pubblicare i suoi disegni.

Tra i primi modelli ci furono i suoi coniglietti. Il primo fu Benjamin Bouncer, che amava mangiare fette di pane imburrato e che seguiva la famiglia persino in vacanza. Dopo di lui ci fu Peter Piper, che accompagnava la sua “padroncina” dappertutto. Ogni anno Beatrix aspettava con ansia l’estate, che solitamente passava in Scozia o, a partire dai quindici anni, nel Lake District, da lei amatissimo. Libera di esplorare la campagna, poteva così osservare da vicino le piante e gli insetti, per poi riprodurli su carta. Dai 15 ai 30 anni tenne un diario, scritto in un codice da lei stessa inventato, probabilmente per tenerlo lontano dagli occhi indiscreti della madre, con cui non aveva un buon rapporto.

Grazie a Dio non sono mai andata a scuola: avrebbe cancellato parte della mia originalità.

A partire dal 1890 il suo interesse si spostò sulla micologia. Invitata dal Royal Botanical Gardens di Kew, ebbe il privilegio di osservare diversi tipi di funghi da vicino e di realizzare disegni elaborati. Incoraggiata da Charles McIntosh, un celebre naturalista scozzese, affinò ulteriormente la sua tecnica, arrivando persino a formulare la sua teoria sulle spore dei funghi. La sua ricerca venne prima rifiutata, poi presentata ufficialmente alla Linnean Society of London da un collega della Potter, visto che alle donne non era permesso farlo. Il suo studio non venne mai pubblicato e solo in tempi recenti è stato riconosciuto il suo apporto alla micologia.

Arrivata a trent’anni e ancora nubile, Beatrix Potter non sembrava aderire al modello femminile dell’epoca, preferendo dedicarsi al suo lavoro. Anche la svolta professionale arrivò piuttosto tardi: dopo anni e anni passati a disegnare, seguì il consiglio dell’amica ed ex governante Annie e scrisse il suo primo libro, che raccontava la storia di quattro piccoli conigli i cui nomi erano Flopsy, Mopsy, Coda di cotone e Peter.

C’è qualcosa di delizioso nello scrivere le prime righe di una storia. Non puoi mai sapere dove ti possano portare. Le mie mi hanno portato qui, nel posto a cui appartengo.

Il libro venne rifiutato da ben sei case editrici, ma Beatrix non si arrese e decise di stampare lei stessa 250 copie che riuscì a vendere velocemente. L’anno dopo, il 2 ottobre del 1902, il libro fu pubblicato dalla Frederick Warne & Company con il titolo The Tale of Peter Rabbit, tradotto poi in Italia come Il racconto di Peter Coniglio. Stampato in un formato piccolo, era perfetto per essere letto dai bambini e inoltre aveva un prezzo molto contenuto. La Potter si rifiutò di usare un linguaggio troppo semplice, stimolando la curiosità dei piccoli con termini piuttosto ricercati.

Il successo arrivò subito e Beatrix Potter iniziò a scrivere altri libri, tra cui Il gattino Tom Kitten e Il sarto di Gloucester. Fu in quel momento che si accorse di aver attirato l’attenzione di Norman Warne, editor della casa editrice per cui pubblicava. I due cominciarono a frequentarsi e lui le fece la fatidica proposta. I genitori della scrittrice, tuttavia, si opposero al matrimonio, perché non volevano un genero che lavorasse “nel commercio”. Lei fece comunque di testa sua e nel 1905 i due si fidanzarono. Un mese dopo il fidanzamento, però, Norman morì di leucemia.

Dopo la morte del futuro sposo, a soli 37 anni, Beatrix Potter usò gran parte dei suoi risparmi per acquistare Hill Top Farm, una proprietà nel Lake District dove aveva sperato di passare le vacanze con Norman. Dopo sette anni dal suo trasferimento in campagna, ricevette la proposta di matrimonio da William Heelis, che la rappresentava come avvocato. Il 15 ottobre 1913 i due si sposarono a Londra nella chiesa di St. Mary Abbots e vissero insieme e felici per trent’anni dedicandosi alla gestione di Hill Top.

La fama e la gloria del mondo chiamano inutilmente: perché dovrei inseguire tali vanità, mentre la pace e la serenità benedicono il mio piccolo cottage e scaldano il mio cuore, con i tesori della casa?

Beatrix Potter morì il 22 dicembre 1943 a causa di una polmonite e di complicazioni cardiache. Lasciò in eredità al National Trust quasi tutta la sua proprietà, ora inclusa nel National Park of Lake District, comprendente oltre 4.000 ettari di terre, sedici fattorie, cottage e mandrie di bestiame e pecore Herdwick. Il marito William continuò a gestire le proprietà e l’eredità letteraria e artistica di Beatrix. Alla sua morte, nell’agosto del 1945, lasciò i restanti beni al National Trust.