La ragazza con la Leica
Questo libro racconta la vita di questa ragazza ribelle, l'amore con Robert Capa, l'avventura di fotografare e la gioia di vivere nella Parigi degli anni Trenta.
www.ibs.it
Consigliato a
Chi ha amato la vita e la storia di Gerda Taro troverà una ricostruzione fedele, mescolata a uno stile avvincente e pulito, con cui Helena Janeczek è stata in grado di riportare alla luce le fonti originali della vita della ragazza con la Leica.
Il nostro voto
Recensione e trama
È il 1° agosto del 1937, e Parigi è letteralmente invasa da una sfilata piena di bandiere rosse.
È il corteo funebre per Gerda Taro, la prima fotografa caduta su un campo di battaglia, che proprio quel giorno avrebbe compiuto ventisette anni.
Gerda perse la vita in modo tragico, schiacciata da un carro armato amico delle Brigate Internazionali del generale polacco Walter Swierckinsky, sulla cui auto la ragazza viaggiava. Rimase vigile e cosciente, seppur in condizioni disperate, fino alla mattina del 26 luglio 1937, quando morì.
Il suo corpo fu tumulato al Père Lachaise con tutti gli onori dovuti a un’eroina repubblicana, e Pablo Neruda e Louis Aragon lessero per lei un elogio ‘in memoriam’.
Robert Capa, il suo compagno, non si riprese mai dalla perdita della sua amata Gerda, a cui dedicò “Death in the Making”, dove riunì molte delle foto scattate insieme, e trovò lui stesso la morte sul lavoro, durante la guerra d’Indocina, nel 1954.
Proprio lui le aveva insegnato a usare la Leica, e poi erano partiti tutti e due per la Guerra di Spagna, per vivere un amore folle, appassionato e intenso, dove al sentimento reciproco si univa quello, altrettanto forte, per la fotografia. Lui, dicevamo, non ritroverà mai il sorriso dopo la morte di lei, avvenuta mentre lui si trovava momentaneamente a Parigi, durante un bombardamento aereo nazista, di ritorno dal fronte di Brunete.
Ma nella folla dei funerali di Gerda idealmente rivissuti da Helena Janeczek nel suo romanzo, La ragazza con la Leica, ci sono anche altri volti legati alla ragazza, da Ruth Cerf, l’amica di Lipsia con cui aveva vissuto i tempi più duri a Parigi dopo la fuga dalla Germania, e poi Willy Chardack, che aveva accettato lo scomodo ruolo di migliore amico quando l’irresistibile ragazza gli aveva preferito Georg Kuritzkes, impegnato a combattere nelle Brigate Internazionali.
Gerda Taro, per tutti loro e per la storia, rimarrà una presenza forte e viva, sicuramente più rimpianta da chi aveva saputo conoscere un aspetto di lei che andasse al di là della celebrata eroina antifascista. La Gerda che spesso aveva saputo deluderli e ferirli, ma che era anche capace di riaccenderli con la sua gioia di vivere e la sua sete di libertà.
Il romanzo di Helena Janeczek parte da una telefonata intercontinentale tra Willy e Georg, che si sentono per tutt’altro motivo, e da lì si avvia una trama caleidoscopica, costruita sulle fonti originali, in cui Gerda è il centro indiscusso di tutto. Il suo volto e la sua passione restituiscono vivacità e colore a un tempo ormai sbiadito, alle istantanee di quei ragazzi degli anni Trenta alle prese con la crisi economica, l’ascesa del nazismo, l’ostilità verso i rifugiati che in Francia colpiva soprattutto chi era ebreo e di sinistra, come loro.
La voglia di vita di Gerda non si è esaurita con la sua morte, e La ragazza con la Leica permette di continuare a tenere vivo e ardente un mito che parla, ancora oggi, di ideali di libertà, di onestà e di passione per il proprio mestiere.
Con questo romanzo la scrittrice di origine tedesca, ma lombarda d’adozione, Helena Janeczek, è arrivata tra i dodici finalisti del Premio Strega, oltre a essersi aggiudicata l’edizione 2018 del Premio Bagutta.
Dettagli
Informazioni sull'autore
Nata a Monaco nel 1964 da una famiglia di ebrei originari della Polonia e naturalizzati tedeschi ma italiana d’adozione (vive nel nostro paes...
- Helena Janeczek
Cosa ne pensi?