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Ci vogliono le palle per essere una donna

Ci vogliono le palle per essere una donna

Consigliato a ...

Tutte le donne che sentono che il femminismo non è morto, e che anzi oggi, più che mai, ne abbiamo bisogno per vincere le nostre piccole battaglie di tutti i giorni, soprattutto contro noi stesse.

Il nostro voto

Recensione e trama

A tredici anni, Caitlin Moran è una ragazzina cicciottella, senza amici, che viene perennemente presa in giro dai maschi, e che, proprio nel giorno del suo compleanno, viene assalita da un dubbio amletico: come si fa a diventare una donna?
Oltre vent’anni dopo, con una carriera consolidata, una famiglia, e una dose di autostima decisamente più alta rispetto all’adolescenza, Caitlin ha provato a rispondere a quella domanda, e lo ha fatto con un libro, Ci vogliono le palle per essere una donna. Come a dire che, per essere donna, ci voglia una buona dose di coraggio, tanta determinazione, e la pazienza per sopportare pregiudizi e umiliazioni che la società ancora oggi non ci risparmia.

Certo, dire di una donna che “ha le palle”, è entrato a far parte del linguaggio comune, eppure a noi sorge spontaneo domandarci: è proprio necessario che, per classificare una donna come forte, indipendente, coraggiosa, volenterosa, si debbano per forza utilizzare aggettivi e connotazioni maschili?

Dove sta il senso dell’emancipazione, della lotta per emergere e uscire dai soliti schemi e dalle dicotomie serrate uomo/donna, se poi per identificarsi come modello di donna caparbia e determinata si ricorre sempre ad aggettivi prettamente maschili?

Viene naturale domandarselo soprattutto alla luce del contenuto del libro di Caitlin, che parte da un dato di fatto semplicissimo ma fondamentale: non c’è mai stato, nella storia, un momento migliore per essere donna. Sì, ci sono le battaglie femministe per il suffragio universale, il diritto di voto, la pillola anticoncezionale, e la caccia alle streghe (forse) è finita.

Il senso del libro della Moran è però che oggi, più che mani, ci sia ancora tanto bisogno del femminismo. Di quello più basilare, però, non – o non soltanto – di quello che sbandiera battaglie importanti come la disparità di retribuzione e la violenza domestica, ma anche e soprattutto di quello fatto dalla quotidianità delle donne: dai problemi più banali come la depilazione, le micro-mutandine, l’attrazione per il cibo accompagnata dall’immancabile senso di colpa fino alla passione per le borse da mille euro. Fino alla difesa del diritto alla masturbazione che anni di pregiudizi sessuali ci hanno negato o imposto come tabù vergognoso.

Allora, se vale la pena scrivere e parlare di tutto questo, perché non uscire dalle stereotipate e banali similitudini che sono, a modo loro e senza voler essere per forza femministe estremiste, retaggi di un modo di pensare maschilista? Perché non definirsi solo come “donna forte”, senza bisogno di scomodare gli attributi maschili, di cui non siamo fornite e che certamente non ci servono affinché il nostro valore sia identificato e riconosciuto?

Che il titolo di Caitlin sia solo una sapiente provocazione a quel mondo che, in fondo in fondo, è ancora uomo? Beh, c’è da aspettarselo, essendo lei la stessa che, al Cheltenham Literature Festival per promuovere il suo nuovo romanzo, How To Be Famous, ha auspicato per gli uomini un avvicinamento a un movimento simile a quello femminista.

Le donne stanno creando l’idea di cosa significhi essere una donna – ha detto – e si sforzano, a livello comune, di migliorare la comprensione di questa cosa. Gli uomini non hanno questa struttura. Gli uomini muoiono perché non possono parlare dei loro sentimenti, non possono ammettere la debolezza e sentono che diventare potenti è l’unica cosa che conta, perdono la custodia dei loro figli nelle battaglie di divorzio.

Negli ultimi cinque anni, mi sono resa conto che ogni donna che conosco passa molto tempo a parlare di cosa significhi essere una donna, ma i miei colleghi maschi generalmente non lo fanno. Non parlano, ed è un enorme vuoto.

Insomma, forse non sono le donne a dover avere “le palle”. Forse sono gli uomini che dovrebbero cominciare a guardare il mondo con gli occhi di una donna. Lasciando stare gli attributi.

Dettagli

Prezzo Listino: 7,65
Editore: Sperling & Kupfer
Collana: ND
Data Pubblicazione: 06/03/2012
Pagine: 312
ISBN-10: 8820051958
ISBN-13: 978-8820051952
Lingua Originale: Inglese
Lingua Edizione: Italiano
Titolo Originale: How to be a Woman


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