5 domande a 5 scrittrici sul tema "Emancipazione" | INTERVISTA

5 domande a 5 scrittrici sul tema "Emancipazione" | INTERVISTA
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Quando si parla di emancipazione, ognuno di noi tratteggia nella propria mente i contorni di una scena diversa. C’è chi pensa alla fuga, chi alla ribellione rispetto a dei ruoli imposti, chi al recupero del proprio potere, chi alla rivendicazione dei diritti, chi alla lotta e alle sue molteplici declinazioni.

Pur non essendoci un significato più corretto di un altro, tutte le interpretazioni convogliano, in ogni caso, verso l’etimologia latina del termine: una crasi tra il prefisso “ex-“, ossia “allontanarsi da”, “uscire da”, e “mancipium”, a sua volta connubio tra le parole “manus” e “capere”, quindi “prendere in mano”, “avere in pugno”.

Da qualsiasi prospettiva la si guardi, dunque, l’emancipazione designa un movimento: un andare via da (un sistema che opprime, una situazione che soggioga, una condizione che inficia il nostro benessere) per procedere verso un qualcosa di inedito, un orizzonte nuovo, libero, personale.

Al netto del senso che vogliamo affidargli, l’atto emancipatorio affascina e irretisce, e caratterizza molti dei lavori letterari da poco presenti sugli scaffali delle librerie. A parlarne in modo originale e approfondito, infatti, vi sono: Raffaella Silvestri con La persona peggiore, Nina Quarenghi con Ai confini del vento, Enrica Tesio con la raccolta di poesie Cosa ne sanno i poeti, Patrizia Rinaldi con La Santa di casa, e Giovanna Potenza con il suo saggio Malefiche. Storia della caccia alle streghe in Italia.

Cinque punti di vista dissimili sul modo di esperire l’emancipazione che costituiscono l’emblema del fatto che non vi sia una strada giusta o sbagliata, ma solo una presa di consapevolezza che chiede di essere accolta e di esistere. Sia essa sotto forma di un viaggio a Bali senza biglietto di ritorno, di una ribellione per accedere alla biblioteca nel mezzo di un confino politico, di una poesia per affrancarsi dalle tristezze del mondo, o, ancora, di una voce interiore che ci guida e ci supporta o di erbe e medicamenti che possono regalarci indipendenza, a dispetto delle conseguenze.

Ne abbiamo parlato direttamente con le autrici coinvolte: sfoglia la gallery per leggere le interviste.