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Gita al Faro

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Chi è affascinato più dall'introspezione psicologica che non dalla narrazione dell'evento vera e propria, e non ha paura di affrontare una trama spesso complessa, riflettendo in modo pieno su sentimenti, angosce e sfumature dell'animo umano.

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Recensione e trama

Lo spirito tormentato della scrittrice inglese Virginia Woolf, considerata una dei maggiori esponenti del modernismo e, in generale, della letteratura del XX secolo,  traspare perfettamente nelle pagine di “Gita al Faro”; il romanzo, pubblicato nel 1927, segue “La signora Dalloway” del 1925, e può essere considerato, alla stregua del precedente, come rappresentativo di quel genere caratterizzato dal flusso di coscienza, già elemento principale delle opere di James Joyce e, in Italia, di Italo Svevo.

Ciò significa che la trama si sviluppa prevalentemente sotto il profilo emotivo, e la narrazione degli eventi che accadono non è che il “pretesto”, di importanza secondaria, per condurre invece un’indagine introspettiva nella psicologia dei personaggi.

Protagonista delle vicende è la famiglia Ramsay che, in vacanza alle Isole Ebridi, sull’isola di Skye, programma per il giorno seguente una gita al faro, con grande eccitazione del figlio, il piccolo James, che vede in quell’imponente struttura un luogo denso di mistero e fascino. Tuttavia, a causa del maltempo, la gita viene rimandata; nel frattempo, la narratrice introduce anche altri personaggi ospiti dei Ramsay, fra cui Lily Briscoe, promettente pittrice che vorrebbe dipingere un ritratto della signora Ramsay assieme a James, troppo presa però dalle proprie ansie e da tutti i dubbi legati alla sua arte e alla sua vita, condizionata anche dal pensiero maschilista molto diffuso all’epoca secondo cui le donne non erano in grado né di dipingere né di scrivere (val la pena ricordare che la Woolf è stata un’accesa attivista nella lotta femminista, avvicinandosi in gioventù ai gruppi delle suffragette).

Il tempo passa, anche se l’autrice non lo dice mai esplicitamente; l’Inghilterra ha attraversato la Prima Guerra Mondiale, che ha lasciato strascichi inevitabili non solo sul paese ma anche sulla stessa famiglia Ramsay: la madre, Prue e Andrew, il figlio maggiore, sono infatti morti, e il signor Ramsay, rimasto vedovo, non trova più una ragione per andare avanti con la propria vita.

Dieci anni più tardi, i superstiti della famiglia tornano sulla stessa isola, decisi a fare finalmente quella gita al faro mai riuscita, come a voler chiudere un cerchio e a suggellare un momento familiare che non erano riusciti a vivere, e, nonostante il maltempo incomba anche in questa occasione su di loro, stavolta James, assieme alla sorella Camilla e al padre, è deciso a portare a termine il progetto.

Nel frattempo, nonostante le cose siano molto cambiate con gli anni, Lily Briscoe riesce finalmente ad ultimare il quadro, riordinando così anch’essa le questioni lasciate in sospeso.

Simbolicamente il compimento del ritratto di Lily è molto importante, dato che, con esso, la Woolf sottintende di aver portato a termine anche il ritratto della propria famiglia, descritta sottilmente in alcune peculiarità dei Ramsay, tanto che la sorella Vanessa le scriverà, dopo aver letto il romanzo: “A me sembra che tu abbia tracciato un ritratto della mamma che le somiglia più di quanto avrei mai creduto possibile”.

Affrontare gli imprevisti che impediscono di realizzare un sogno, quello che per James era visitare finalmente il faro, i contrasti familiari che diventano improvvisamente stupidi e irrilevanti di fronte al grande dolore della perdita, come quella provata dal signor Ramsay alla morte della moglie con cui, pure, aveva spesso incomprensioni, soprattutto nella prima parte del libro, sono i temi principali di questo romanzo dove, come abbiamo detto, la psicologia è ben più importante dell’evento, e l’autrice riesce a scavare profondamente nell’animo dei suoi personaggi, mettendone a nudo sentimenti, angosce, dubbi. Che sono poi quelli di tutti noi: la paura di non riuscire a realizzarsi, di lasciare qualcosa di incompiuto, di vivere con il rimpianto.

Nonostante tutto, la fine del romanzo lascia aperto uno spiraglio positivo, dato che tutti i protagonisti, seppur con le difficoltà del caso, portano a termine quello che avevano programmato: James la gita al faro e Lily il dipinto. Una prospettiva ottimistica che, evidentemente, Virginia Woolf non sentiva propria nella vita reale, dato che, gravemente sofferente di disturbo bipolare e psicosi, tormentata fin dalla gioventù da forti crisi depressive e più di una volta dimostratasi incline al suicidio, si tolse infine la vita nel 1941, dopo che lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale aveva minato irrimediabilmente il suo animo già fin troppo devastato: si riempì le tasche di sassi e si lasciò annegare nel fiume Ouse, non lontano da Rodmell, dove abitava, lasciando una toccante lettera al marito Leonard.

Dettagli

Genere: Classici
Prezzo Listino: EUR 8,00
Editore: Garzanti Libri
Collana: ND
Data Pubblicazione: 21/02/2008
Pagine: 246
ISBN-10: 8811360889
ISBN-13: 9788811360889
Lingua Originale: Italiano
Lingua Edizione: Italiano
Titolo Originale: Gita al faro