Il pianista
Il pianista di Wladyslaw Szpilman è una testimonianza diretta, drammatica e toccante, di un sopravvissuto alla persecuzione nazista degli ebrei di Varsavia, in Polonia. È la storia di uno dei...
Consigliato a
Chi cerca una testimonianza diretta dell’Olocausto.
Il nostro voto
Recensione e trama
Il pianista di Wladyslaw Szpilman è una testimonianza diretta, drammatica e toccante, di un sopravvissuto alla persecuzione nazista degli ebrei di Varsavia, in Polonia.
È la storia di uno dei pochi che ce l’ha fatta, una storia che, nonostante tutto, gli orrori, il dolore, la paura e la morte, parla di vita.
Wladyslaw è un pianista che suona in radio, anche durante i bombardamenti che colpiscono la città e che presto precipitano Varsavia nell’orrore.
Gli ebrei, compreso Wladyslaw, vengono rinchiusi nel ghetto, un luogo dove impara a conoscere le retate e le uccisioni giornaliere, dove tutto è miseria e umiliazione, e dove non ci si sente mai al sicuro.
Quando arriva il momento della deportazione, in cui perde per sempre la sua famiglia, Wladyslaw viene salvato all’ultimo momento da un conoscente: inizia a questo punto una lotta per la sopravvivenza tra le rovine della città, una lotta che lui riesce a vincere, grazie ad alloggi di fortuna e all’inaspettato aiuto di un ufficiale tedesco.
La narrazione è condotta con uno stile sobrio, essenziale e anche asciutto, ma i fatti parlano da soli, colpendo e straziando il lettore, per cui si piange, si ha paura, si prova sollievo e così via.
Davanti a certe testimonianze non si può che chinare il capo e riflettere, meditare sulla crudeltà e sull’abbrutimento, ma anche, davanti all’ufficiale tedesco che aiuta Wladyslaw, pensare a come l’umanità e la solidarietà non possano essere del tutto annientate, che l’orrore non potrà mai avere la meglio del tutto
Un libro dalle cui pagine non emerge odio o volontà di vendetta o accusa, ma solo una profonda tristezza per quello che è accaduto, e ciò rende il libro una testimonianza più potente di molte altre, perché senza grandi parole o frasi sferzanti dice tutto quello che bisogna dire sull’argomento: un’immagine, breve e fugace, è a volte più forte di mille parole.
Come quando l’autore ci racconta l’ultimo pasto condiviso con la famiglia o l’ultimo saluto di suo padre.
Un libro senza dubbio forte e commovente, da cui nel 2002 Roman Polanski ha tratto un film omonimo altrettanto toccante, una lettura per ricordare e per continuare a sperare che, anche nell’oscurità più totale, il cuore dell’uomo sappia restare aggrappato a ciò che è giusto e buono.
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Biografia non disponibile
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- Władysław Szpilman
- Wladyslaw Szpilman
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