Eleanor Marx non fu solo la figlia del padre del comunismo. Come accaduto per altre figure femminili di rilievo, la sua breve vita si consumò però troppo velocemente all’ombra di due uomini, quello che l’aveva cresciuta e quello che aveva amato.

Eleanor Marx, “Miss Marx”

Libera pensatrice, intelligente e brillante, Eleanor Marx seppe coniugare il femminismo al socialismo, facendosi conoscere anche come scrittrice, traduttrice e attrice di teatro. Eppure, a soli 43 anni e in una fredda giornata di marzo, si chiuse nella sua camera da letto, si vestì con il suo abito estivo bianco e bevve una fiala di veleno.

Come aveva potuto alzare bandiera bianca e arrendersi alla vita, proprio lei che aveva vissuto così intensamente e senza paura? La sua vita è stata scandagliata da una monumentale biografia di Yvonne Kapp, uscita molto tempo fa per i tipi di Einaudi e purtroppo oggi fuori catalogo, e più recentemente nel libro non ancora tradotto di Rachel Holmes, intitolato Eleanor Marx: A Life.

Eleanor Marx: A Life

Eleanor Marx: A Life

La vita di Eleanor Marx nella biografia in inglese, scritta dalla storica Rachel Holmes.
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È invece uscita a settembre la pellicola Miss Marx, una co-produzione italiana e belga in concorso alla Biennale di Venezia 2020. Il film, diretto dalla regista italiana Susanna Nicchiarelli e interpretato da Romola Garai nella parte di Eleanor Marx, offre uno scorcio sull’animo di questa donna poco conosciuta, protagonista della lotta per i diritti delle donne nell’Europa dell’Ottocento.

Eleanor Marx, la vita

Nata a Londra nel 1855, Jenny Julia Eleanor Marx, chiamata affettuosamente Tussy, era la figlia più giovane di Karl Marx e della nobildonna Jenny von Westphalen, entrambi tedeschi. La definizione “figlia di” sminuisce però il suo lavoro e le sue passioni: non solo fu una fervente femminista, tra le prime a battersi per il progresso, ma anche un’intellettuale.

Si dice che lei e Il Capitale, la più importante e conosciuta opera di economia politica, siano “cresciuti” insieme: mentre lavorava ai suoi scritti, suo padre dedicava tutto il tempo libero a lei, inventando storie, cantando canzoni e insegnandole a giocare a scacchi.

I Marx leggevano insieme Shakespeare, facevano lunghe passeggiate e parlavano diverse lingue. Tussy smise di andare a scuola a quindici anni, ma la sua educazione continuò, grazie ai suoi “due padri”: quello biologico e Friedrich Engels, che le fece conoscere e amare le antiche letterature, dal norvegese al greco.

Fu così che a soli sedici anni Eleanor diventò la segretaria del padre, seguendolo per le sue conferenze in tutta Europa. Ciò le permise di conoscere personalità di spicco della cultura e della politica, come il giornalista francese Prosper-Olivier Lissagaray, di quasi vent’anni più grande di lei e suo primo amore, nonostante l’opposizione del padre.

Ormai maggiorenne e forte di una solida formazione culturale, nel 1873 si trasferì a Brighton per insegnare in un istituto femminile. Lì, però, la sua salute iniziò a peggiorare, quasi sicuramente per colpa dell’anoressia. Su consiglio del medico, decise quindi partire per la Repubblica Ceca insieme al padre, già gravemente ammalato al fegato, e passare un po’ di tempo in uno stabilimento termale.

Il cambiamento di aria le fece bene: rimessasi pienamente, annunciò di voler far sul serio con Lissagaray e insieme a lui iniziò a lavorare ad alcuni progetti di traduzione. Quando finalmente il padre accettò la relazione, nel 1880, Eleanor aveva cambiato idea: era troppo coinvolta dalle vicende politiche e sociali inglesi, in cui le donne iniziavano timidamente a farsi strada.

Si dedicò anche al teatro, recitando nel rivoluzionario Casa di bambola di Ibsen, e tradusse diversi libri, tra cui la prima versione in inglese di Madame Bovary. Per Eleonor Marx non fu solo un periodo di rinascita personale, ma anche di dolore: nel giro di pochi anni morirono entrambi i genitori e la sorella.

Eleanor Marx e l’amore per Edward Aveling

Fu in quel momento, mentre lavorava alla prima edizione in inglese de Il Capitale, che si avvicinò a Edward Aveling, l’altro uomo che cambiò per sempre la sua esistenza. Insieme a lui si unì al primo partito socialista della storia britannica, dove attirò molta attenzione. Gran parte del suo lavoro verteva intorno ai diritti dei lavoratori e alla creazione di sindacati: in particolare, si batté per i diritti delle donne che producevano fiammiferi in una fabbrica londinese.

Secondo i biografi, tutto questo fervore si scontrò con la grave delusione per la sua vita personale accanto ad Aveling. L’amico e drammaturgo George Bernard Shaw, con cui aveva lavorato a teatro, disse di lui che aveva “il viso e gli occhi di una lucertola”, mentre altri suoi amici lo trovavano “ripugnante”. Di fatto, l’uomo si approfittò del suo benessere economico e non si separò mai dalla moglie: quando quest’ultima morì, Eleanor scoprì che stava già pensando di sposarsi con una giovane attrice di vent’anni appena.

Quest’ultimo tradimento dell’uomo che aveva amato a tal punto da usare persino il suo cognome, pur non essendo la sua sposa, le fu fatale. Il 31 marzo del 1898 la ritrovarono senza vita e il suicidio venne catalogato come un gesto nato dalla “follia passeggera“. In molti parteciparono alle sue esequie, ricordando i successi di una vita incredibile, seppur così fugace.

 

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