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15 poesie di Natale da insegnare ai vostri bambini

Durante il periodo natalizio, complice anche il freddo invernale, si trascorre più tempo in famiglia al calduccio in casa tra luci e profumi tipici di questo periodo di festa. Perché non passare del tempo con i nostri bambini, insegnando loro filastrocche e poesie di Natale? Ecco 15 suggerimenti!

Il Natale è probabilmente il periodo più magico dell’anno, soprattutto per i bambini che attendono con ansia la nascita di Gesù Bambino e l’arrivo di Babbo Natale con il suo carico di regali. Le luci, gli addobbi, i colori e i profumi tipici di queste Feste fanno il resto, rendendo tutto più speciale. Perché allora non contribuire a rendere questa atmosfera ancora più magica, insegnando ai nostri bambini simpatiche filastrocche o poesie a tema, che rievocano immagini di serenità e pace e alimentano lo spirito natalizio? Ecco 15 poesie di Natale che potete insegnare ai bambini per il divertimento di entrambi!

1. 5 poesie per i più piccini

La buona novella

Splendete più belle

dolcissime stelle!

Sull’ali dorate

un angelo santo

ci porta Gesù.

È  nuovo il suo canto:

“Sia pace quaggiù!”

 

Lettera a Gesù

Caro Gesù,

dà la salute a Mamma e Papà

un po’ di soldi ai poverelli,

porta la pace a tutta la terra,

una casetta a chi non ce l’ha

e ai cattivi un po’ di bontà.

E se per me niente ci resta

sarà lo stesso una bella festa.

 M. Lodi

 

Babbo Natale

Babbo Natale viene di notte,

viene in silenzio a mezzanotte.

Dormono tutti i bimbi buoni

e nei lettini sognano i doni.

Babbo Natale vien fra la neve,

porta i suoi doni là dove deve.

Non sbaglia certo: conosce i nomi

di tutti quanti i bimbi buoni.

 

Se fossi il pastore

Se fossi il pastore del presepio di cartone,

sai che legge farei

firmando con il lungo bastone?

Voglio che oggi non pianga

nel mondo nessun bambino,

che abbia lo stesso sorriso,

il bianco, il rosso, il moro e il giallino.

Gianni Rodari

 

Presepio

Ora è Natale e nella capanna

c’è un dolce bimbo con la sua mamma,

mentre il padre dal volto sereno

la mangiatoia riempie di fieno.

C’è tanto freddo e tanto gelo

e per coprirlo non c’è un velo.

Ma l’asino e il bue messisi a lato

lo riscaldano col loro fiato.

G. Rossi

 

2. Ecco invece altre 5 proposte, un po’ più impegnative

La luce

La luce guardò in basso

e vide le tenebre:

“Là voglio andare” disse la luce.

La pace guardò in basso

e vide la guerra:

“Là voglio andare” disse la pace.

L’ amore guardò in basso

e vide l’odio:

“Là voglio andare” disse l’ amore.

Così apparve la luce

e inondò la terra;

così apparve la pace

e offrì riposo;

così apparve l’ amore

e portò la vita.

“E il Verbo si fece carne

e dimorò in mezzo a noi”.

Giuseppe Pellegrino

 

L’albero dei poveri

Filastrocca di Natale,

la neve è bianca come il sale,

la neve è fredda, la notte è nera

ma per i bambini è primavera:

soltanto per loro, ai piedi del letto

è fiorito un albereto.

Che strani fiori, che frutti buoni

Oggi sull’albero dei doni:

bambole d’oro, treni di latta,

orsi dal pelo come d’ovatta,

e in cima, proprio sul ramo più alto,

un cavalo che spicca il salto.

Quasi lo tocco… Ma no, ho sognato,

ed ecco, adesso, mi sono destato:

nella mia casa, accanto al mio letto

non è fiorito l’alberetto.

Ci sono soltanto i fiori del gelo

Sui vetri che mi nascondono il cielo.

L’albero dei poveri sui vetri è fiorito:

io lo cancello con un dito.

 

È nato! Alleluia!

È nato il sovrano bambino,

è nato! Alleluia, alleluia!

La notte che già fu sì buia

risplende di un astro divino.

Orsù, cornamuse, più gaie

suonate! Squillate, campane!

Venite, pastori e massaie,

o genti vicine e lontane!

Non sete, non molli tappeti,

ma come nei libri hanno detto

da quattromill’anni i profeti,

un poco di paglia ha per letto.

Da quattromill’anni s’attese

a quest’ora su tutte le ore.

È nato, è nato il Signore!

È nato nel nostro paese.

Risplende d’un astro divino

la notte che già fu sì buia.

È nato il Sovrano Bambino,

è nato! Alleluia, alleluia!

Guido Gozzano

 

È nato Gesù

Il gregge stanco ansando riposava

sotto le stelle nella notte fonda.

Dormivano i pastori. Il tempo andava.

Quand’ecco una gran luce il cielo inonda.

E’ mezzanotte. Ed ecco un dolce canto

suona per l’aria, in armonia gioconda.

Si destano i pastori, al gregge accanto,

e ascoltano: “Sia gloria a Dio nei cieli

e pace in terra all’uomo!”. O dolce incanto!

E’ nato un bimbo tutto luce e amore.

In una stalla, avvolto in pochi veli,

povero è nato e pure è il Re dei cieli.

E dice a tutti: “State cuore a cuore,

come fratelli! Non odiate mai!

L’anima che perdona è come un fiore.

Chi crede in me non perirà mai”.

(Ettore Bogno)

 

La buona novella

Ascoltate la novella

che portiamo a tutto il mondo:

è di tutte la più bella,

è fiorita dal profondo.

Nella stalla, ecco, ora è nato

un dolcissimo bambino.

La Madonna l’ha posato

sulla paglia: poverino!

Ma dal misero giaciglio

già la luce si diffonde,

già sorride il divin Figlio

ed il cielo gli risponde.

Quel sorriso benedetto

porti gioia ad ogni tetto!

Giuseppe Fanciulli

 

3. Concludiamo con altre 5 poesie adatte ai più grandicelli:

Natale oggi!

Le luci variopinte,

nei negozi

battono strade illuminate

al neon,

sovraffollate.

La gente ha fretta

non può stare

un minuto a pensare

ad ascoltare il cuore.

“Per mamma questo

e quest’altro per il nonno,

un pacchetto modesto

per il tale

così sarà contento

il giorno di Natale”.

E’ tutto bene in mostra,

già scelto

impacchettato,

infiocchettato,

così bene, ch’è peccato

aprirlo, e lo si acquista

così confezionato.

Che ci sarà?

Doppia sorpresa: a chi lo riceve

a chi lo dà.

Augusto Torre

 

Lo zampognaro

Se comandasse lo zampognaro

che scende per il viale,

sai che cosa direbbe

il giorno di Natale?

“Voglio che in ogni casa

spunti dal pavimento

un albero fiorito

di stelle d’oro e d’argento”.

Se comandasse il passero

che sulla neve zampetta

sai che cosa direbbe

con la voce che cinguetta?

“Voglio che i bimbi trovino,

quando il lume sarà acceso,

tutti i doni sognati,

più uno, per buon peso”.

Se comandasse il pastore

dal presepe di cartone

sai che legge farebbe

firmandola col lungo bastone?

“Voglio che oggi non pianga

nel mondo un solo bambino,

che abbiano lo stesso sorriso,

il bianco, il moro, il giallino”.

Sapete che cosa vi dico

io che non comando niente?

Tutte queste belle cose

accadranno facilmente:

se ci diamo la mano

i miracoli si faranno

e il giorno di Natale

durerà tutto l’anno.

Gianni Rodari

 

Il pianeta degli alberi di Natale

Dove sono i bambini che non hanno

l’albero di Natale

con la neve d’argento, i lumini

e i frutti di cioccolata?

presto, presto adunata, si va

sul Pianeta degli alberi di Natale,

io so dove sta. Che strano, beato Pianeta…

Qui è Natale ogni giorno.

Ma guardatevi attorno:

gli alberi della foresta,

illuminati a festa,

sono carichi di doni.

Crescono sulle siepi i panettoni,

i platani del viale

sono platani di Natale.

Perfino l’ortica,

non punge mica,

ma tiene su ogni foglia

un campanello d’argento

che si dondola al vento.

In piazza c’e’ il mercato dei balocchi.

Un mercato coi fiocchi,

ad ogni banco lasceresti gli occhi.

E non si paga niente, tutto gratis.

Osservi, scegli, prendi e te ne vai.

Anzi, anzi, il padrone

Ti fa l’inchino e dice:”Grazie assai,

torni ancora domani, per favore:

per me sarà un onore…” Che belle le vetrine senza vetri!

Senza vetri, s’intende,

così ciascuno prende

quello che più gli piace: e non si passa

mica alla cassa, perché

la cassa non c’è. Un bel Pianeta davvero

Anche se qualcuno insiste

A dire che non esiste…

Ebbene, se non esiste, esisterà:

che differenza fa?

Gianni Rodari

 

È Natale

È Natale ogni volta

che sorridi a un fratello

e gli tendi la mano.

È Natale ogni volta

che rimani in silenzio

per ascoltare l’altro.

È Natale ogni volta

che non accetti quei principi

che relegano gli oppressi

ai margini della società.

È Natale ogni volta

che speri con quelli che disperano

nella povertà fisica e spirituale.

È Natale ogni volta

che riconosci con umiltà

i tuoi limiti e la tua debolezza.

È Natale ogni volta

che permetti al Signore

di rinascere per donarlo agli altri.

Madre Teresa di Calcutta

 

Natale

Natale. Guardo il presepe scolpito,

dove sono i pastori appena giunti

alla povera stalla di Betlemme.

Anche i Re Magi nelle lunghe vesti

salutano il potente Re del mondo.

Pace nella finzione e nel silenzio

delle figure di legno: ecco i vecchi

del villaggio e la stella che risplende,

e l’asinello di colore azzurro.

Pace nel cuore di Cristo in eterno;

ma non v’è pace nel cuore dell’uomo.

Anche con Cristo e sono venti secoli

il fratello si scaglia sul fratello.

Ma c’è chi ascolta il pianto del bambino

che morirà poi in croce fra due ladri?

Umberto Saba