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Le appassionate di thriller che non disdegnano però anche una prospettiva talvolta ironica per descrivere la drammaticità di un evento, e a chi sogna di demolire un mondo ideale dove l'estetica e il successo a tutti i costi contano più dei contenuti.

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Recensione e trama

“Per me forse il libro è cominciato in un club, o in un bar, quando ero giovane. Avevo ventisei anni, stavo guardando qualcuno che si muoveva in un modo molto trendy, alla moda, cool. Questo tipo umano che prevale ovunque – pubblicità, moda, televisione, film, riviste – mi è sembrato emblematico della nostra cultura. Ho cominciato a chiedermi perché una figura del genere si impone… è lì che è iniziato il mio disgusto.”

Il romanzo più lungo, sia in termini di pagine che di “concepimento” (ben sette anni) dello scrittore statunitense Bret Easton Ellis si colloca, per la tipologia di contenuti, i messaggi espressi e anche per lo stile linguistico che mescola dramma ad ironia, sulla falsariga dei precedenti, “Meno di zero“, “Le regole dell’attrazione” e “American Psycho“, tutti e tre portati sul grande schermo.

Victor Ward (che già figurava ne “Le regole dell’attrazione”) incarna esattamente la tipologia di uomo che Ellis disdegna, perfettamente espressa dallo yuppie americano dei tardi anni ’80 dedito alla vita agiata, al lusso e alle feste. Aspirante modello ventisettenne che, pur non disponendo di personalità e carisma riesce comunque a far cadere ai suoi piedi amanti di ambo i sessi, Victor vede la propria esistenza sconvolta nel giro di trentasei ore, e si troverà a passare, suo malgrado, dal glamour delle passerelle e dei party post-sfilata ad un intrigo internazionale di terrorismo. Per sfuggire a questo improvviso sconvolgimento, Victor partirà per l’Europa alla ricerca di una ex fidanzata modella e attrice, dando così inizio ad un caleidoscopico valzer di incontri, complotti, in cui personaggi dalle mille sfaccettature si incrociano, e diventa difficile distinguere la fiction dalla realtà. Il tutto è, più che descritto, come “filmato” da una precisa e cinica macchina da presa che segue le vicende di Victor, in una sorta di psichedelico videoclip, attraverso dialoghi, tipici della scrittura di Ellis, più vicini alle sit-com americane che a quelli di un romanzo, in cui è facile confondere l’accadimento reale con il reality show, il che rende perciò il libro decisamente attuale e contemporaneo, pur essendo uscito nel 1998.

Fa quasi paura la sorprendente facilità con cui Ellis riesce, nel giro di poche pagine, a catapultarci dal dorato mondo del jet-set a quello degli attentati terroristici, lasciando inevitabilmente all’orrore il permesso di travolgerci senza pietà, così come è al limite dello scioccante la sua bravura nel passare senza scomporsi dalla descrizione minuziosa e macabra di torture e omicidi a quella di festini e party, in un’accoppiata letale di vanità e morte, dualismo peraltro ben radicato nella bibliografia di Ellis, che coinvolge il lettore in maniera quasi magnetica.

La denuncia, forte, di Ellis, è verso una società improntata esclusivamente all’immagine, al mito della celebrità, al successo ad ogni costo, dove il marcio è proprio dietro l’angolo eppure nessuno se ne cura; è un mito che lo scrittore vuol demolire, pur mantenendo sempre una vena ironica che contrasta irrimediabilmente con la gravità dei fatti raccontati.

Come già era riuscito in “American Psycho”, ancora una volta Ellis dimostra un occhio clinico verso i mali della società, e la notevole capacità di immergersi in una prospettiva sociologica, traducendo poi in descrizioni e dialoghi le proprie considerazioni personali, che sono quelle di una società dove la cultura pubblicitaria premia più della personalità, ma in cui allo stesso tempo non c’è spazio per scrupoli e slanci altruistici.

Dettagli

Prezzo Listino: EUR 16,00
Editore: Einaudi
Collana: ND
Data Pubblicazione: 12/04/2006
Pagine: 631
ISBN-10: 880617679X
ISBN-13: 9788806176792
Lingua Originale: Italiano
Lingua Edizione: Italiano
Titolo Originale: Glamorama