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Dieci piccoli infami

Dieci piccoli infami

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Chi ama la penna tagliente di Selvaggia e il suo modo diretto di affrontare la realtà, senza fronzoli e senza edulcorazioni, arrivando dritta al sodo. Chiunque potrà sorridere dicendo di aver incontrato almeno uno dei dieci piccoli infami.

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Recensione e trama

Dieci capitoli, ognuno dedicato a una persona che, per un giorno o tutta la vita, mi ha reso un po’ più cattiva. Persone come tante, come quelle che anche voi avete incontrato. E che io non ho perdonato.

Selvaggia Lucarelli è nota per essere la penna pungente di giornali come Il Tempo, Libero o Il Fatto Quotidiano, su cui pubblica spesso articoli che approfondiscono temi di attualità e di interesse sociale. Definirla una semplice “opinionista” non è sufficiente, perché Selvaggia è una vera cronista della realtà italiana, capace di affrontarla, in tutte le sue sfumature, con sarcasmo tagliente e ironia al vetriolo, e con modi talmente schietti da rasentare spesso l’acidità bella e buona. I suoi commenti, sia sulla carta stampata che sul Web, dove la sua pagina Facebook è seguita da quasi due milioni di persone, spaziano da temi drammatici come il femminicidio o il bullismo (argomento, quest’ultimo, di cui è diventata una vera e propria paladina, soprattutto alla luce delle centinaia di insulti e minacce ricevute in prima persona dai cyber bulli virtuali) ad argomenti di tenore decisamente più leggero, come la televisione, i reality, la vita delle celebrity. Le sue querelle con Alba Parietti (memorabili gli scontri a Ballando con le Stelle) o la famiglia Rodriguez sono ormai arcinoti, ma se qualcuno ancora si domanda se Selvaggia sia solo “acida e cinica” o se ci sia anche dell’altro dietro la dura scorza da arcigna commentatrice della realtà contemporanea che si è costruita, potrebbe trovare delle risposte in Dieci piccoli infami.

Titolo a dir poco suggestivo, verrebbe da dire, ma sincero e brutalmente diretto proprio com’è nello stile della Lucarelli, che si cimenta nel terzo lavoro da scrittrice, dopo Mantienimi. Aiutami a preservare la mia moralità, Milano, del 2004, e Che ci importa del mondo, edito da Rizzoli nel 2014.

La terza fatica letteraria di Selvaggia, anch’essa pubblicata da Rizzoli nel luglio 2017, è costruita da dieci mini storie autobiografiche, in cui la Lucarelli spiega la sua evoluzione verso la “cattiveria”; sono storie che raccontano di dieci personaggi diversi, i dieci piccoli infami appunto, che hanno contribuito a formare la sua reputazione da dura, da stronzetta. E dentro c’è proprio di tutto, o meglio chiunque, qualsiasi personaggio che nella sua vita abbia lasciato una traccia sufficientemente grande da indurla a dirottare sulla via del cinismo senza redenzione: c’è la migliore amica che tradì la sua fiducia dopo i cinque anni delle elementari, dopo un rapporto di simbiosi totale, ma anche il parrucchiere anarchico, per nulla intenzionato a seguire le indicazioni delle clienti e molto a dar retta solo a se stesso; c’è il primo ragazzo che l’ha chiamata “signora”, e l’ex fidanzato, soprannominato Mister Amuchina per la sua ossessione paranoide verso l’igiene e l’ordine; c’è persino la suora che avrebbe voluto fare di lei la prima “Santa Selvaggia” della storia. Ma la personale blacklist di Selvaggia non si esaurisce qui, scava molto più a fondo in un universo multisfaccettato, dove chiunque, anche i più insospettabili, possono contribuire a trasformarla in una persona peggiore. Del resto, Selvaggia Lucarelli critica per mestiere, ma anche con l’autocritica ci va davvero forte, e questo libro è il ritratto perfetto di lei, scritto con sincerità, autoironia, e con il suo inconfondibile stile corrosivo.

Il libro è acquistabile su Amazon a questo link.

Dettagli

Prezzo Listino: 14,45
Editore: Rizzoli
Collana: ND
Data Pubblicazione: 13/07/2017
Pagine: 216
ISBN-10: 8817096970
ISBN-13: 978-881709697
Lingua Originale: Italiano
Lingua Edizione: Italiano
Titolo Originale: Dieci piccoli infami