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Arriva Kakebo, l'agenda con il metodo giapponese che vi fa risparmiare

Un metodo semplice ma - pare - infallibile per segnare e monitorare le spese. "Mani bucate" di tutto il mondo, il metodo giapponese è qui per aiutarci e si chiama Kakebo!
Kakebo
Fonte: Web

“Ok, vediamo. I soldi per la bolletta. La rata della macchina. L’abbonamento in palestra. Tolte queste spese mi restano giusto un po’ di soldi da risparm… oooh, è un cappotto in svendita quello?”

Se ragionamenti come questo vi suonano familiari, le possibilità sono tre:

a) Siete fan accanite della saga “I love shopping”.

b) Avete un pelino le mani bucate.

c) Entrambe le precedenti.

Viviamo in tempi di crisi, questo ormai lo sanno anche i sassi. La vita costa, il lavoro è spesso precario, le spese si moltiplicano a vista d’occhio. È da un po’ di tempo che non controllate il vostro saldo? Ecco, non fatelo. Il conto in banca ha la brutta abitudine di dimezzarsi appena lo guardiamo. Non guardate e non soffrirete!

Fonte: Web

Il peggior nemico di chi spende troppo, scherzi a parte, è la mancanza di organizzazione e controllo. Se non sappiamo esattamente quanti soldi entrano e quanti escono è probabile che, prima o poi, avremo qualche brutta sorpresa. La distrazione fa il resto; specie per chi acquista per svagarsi, calmare l’ansia, ammazzare la noia. Un conto è uscire a fare shopping sapendo che ci serve una determinata cosa, un altro è andare al centro commerciale perché abbiamo voglia di comprare. Così, random.

Sicuramente a volte avrete provato ad annotare le vostre spese su un’agenda, per poi smettere al più tardi una settimana dopo. Vi è successo? Lo sapevamo! Il punto è che non basta prendere un quaderno a caso e fare un elenco disordinato di ciò che si è acquistato. È un metodo che non ha metodo e, in quanto tale, è destinato a non durare. Se davvero avete qualche difficoltà a tenere il conto delle vostre uscite, allora c’è bisogno di un sistema un po’ più radicale. Niente di spaventoso: si tratta solo di prendere una buona abitudine (e imparare a mantenerla). La buona notizia è che da oggi abbiamo un alleato, un supereroe salva-spendaccione giunto dall’Oriente per aiutarci.

Fonte: Kakebo.it

Si chiama Kakebo (ma si pronuncia Kakeìbo e, onestamente, quando una parola fa rima con “Maracaibo” è sempre un buon segno), è giapponese ed è un’agenda. Deluse? Vi aspettavate qualcosa di assurdo, geniale, sconvolgente? E invece no: è solo un’agenda. Ma pare sia molto efficace. Del resto, le idee di successo sono sempre piuttosto semplici. Ed è per questo che funzionano.

Il Kakebo, letteralmente “agenda dei conti di casa”, divide le uscite in quattro categorie. Le “Spese di prima necessità” includono cose come i pasti, i trasporti e i medicinali. Ogni volta che segnate un’uscita domandatevi: era una cosa indispensabile? Se si tratta di bollette, rate del mutuo e pane quotidiano sì. Se stiamo parlando del vostro correttore preferito… sì, lo sappiamo che senza correttore non si vive, ma tecnicamente non è una spesa da cui dipende la nostra esistenza. In compenso rientra nella seconda categoria, “Optional”. (Evidentemente le donne giapponesi hanno già una pelle perfetta e non ritengono il correttore un bene di prima necessità, tocca rassegnarsi).

Ci sono poi le spese dedicate a “Cultura e tempo libero” e, giustamente, non sono considerate come degli optional ma costituiscono una voce a parte. Teatro, cinema, ristorante, libri, musica, viaggi, sport: queste sono tutte uscite da incasellare nella terza categoria. Infine c’è quella che ci piace meno di tutte, ossia “Imprevisti”. Ci rientrano le riparazioni, le multe e tutte quelle spese antipatiche che non avevamo messo in conto all’inizio del mese.

Fonte: Kakebo.it

Giorno per giorno il Kakebo ci guida, con delle pratiche tabelle, nel monitoraggio delle nostre spese. In Giappone è considerato uno strumento irrinunciabile nella vita di ogni giorno; lo usano tutti. Pare che, se ben utilizzato, a fine anno possa far risparmiare fino al 35% in più. Nessuno considera una spesa degna di nota lo smalto comprato a 5€ in profumeria, il caffè preso mentre si aspetta qualcuno o gli spiccioli per il parcheggio. Saremmo capaci di dimenticarcene mezzo minuto dopo. Ma a fine giornata, sommate, queste spese possono aumentare in modo anche consistente il volume delle nostre uscite. Non vi diciamo certo di chiudervi in casa con le mani legate, chiaro… ma un po’ di consapevolezza può sempre aiutare.

Lo potete comprare qua nelle sue diverse edizioni e fare una prova, per vedere i risultati ci risentiamo a fine anno!